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THE YELLOW SHARK (1992)

 

traduzione ed adattamento di Alessandro Pizzin
© 1992 ZFT

     
 
     

E' rimasto per anni dietro al focolare del seminterrato/sala d'ascolto di Frank Zappa, un grande pesce di fibra di vetro gialla con la bocca inspiegabilmente sporca di sangue. Oggi risiede stabilmente in Germania, a perenne icona di una delle più riuscite avventure musicali di Zappa, una serie di concerti in Settembre 1992 intitolata "THE YELLOW SHARK" (Lo squalo giallo).

La storia di come il pesce sia arrivato da Los Angeles in Europa è anche la storia di uno
dei più originali spettacoli di musica moderna organizzati nella storia... almeno nella storia di quelle stupende, ma spesso troppo conservative sedi d'ascolto conosciute come "sale da concerto". Il tutto comincia con l'artista di Los Angeles Mark Beam, da tempo appassionato di Zappa che sentì la necessità di offrire, anonimamente, un regalo di natale alla famiglia Zappa nel 1988.

Ricavato da una tavola da surf, questa specie di "pesce mutante" arrivò senza preavviso nell'ufficio della Intercontinental Absurdities (quartier generale di Zappa...), e casualmente trovò la strada per il seminterrato di Frank.
Mentre una nota che invitava a completare l'opera piazzando un oggetto a piacere entro la bocca sanguinante del pesce, venne ignorato.
Nell'estate del 1991, Andreas Molich-Zebhauser, manager del gruppo di musica contemporanea ENSEMBLE MODERN, seduto nel seminterrato con Zappa e il direttore del gruppo europeo, il Maestro Peter Rundle, stava discutendo riguardo la musica che l'Ensemble aveva ricevuto da Frank per il festival di Francoforte del 1992. Improvvisamente, Molich-Zebhauser adocchiò il pesce.

"Quando vidi lo squalo giallo per me fu assolutamente chiaro che sarebbe dovuto diventare il simbolo del nostro evento, del nostro tour! E questo perché quello squalo giallo è così simile ad alcune caratteristiche di Frank. E' molto duro e un tantino velenoso, ma contemporaneamente egli sa essere amichevole ed incantevole. Due atteggiamenti questi che Frank sa assumere molto spesso: veleno per le persone negative e meraviglioso per quelle positive!... poi naturalmente lo squalo è anche un bel logo ...".
Non realizzando li per li il progetto assai bizzarro di Molich-Zebhauser, con generosità Frank gli regalò lo "squalo", scrivendo due righe in proposito, per farlo superare gli eventuali controlli degli agenti doganali più sospettosi. E le due righe dicevano : "La presente per certificare a chi di competenza che questo squalo giallo è il pesce personale di Andreas Molich-Zebhauser, e che il suddetto può farci qualsiasi cosa - Frank Zappa."
"Andreas avrebbe portato via comunque quell'oggetto" disse Zappa "Ne era completamente affascinato. L'altra cosa che io seppi era che il progetto si sarebbe chiamato "The yellow shark" perché a sua detta suonava bene in tedesco "Der Gelbe Hai", al che io dissi che in Inglese suonava piuttosto insulso, la gente avrebbe pensato che la mia musica si sarebbe chiamata proprio 'The yellow shark". Per cui dissi che SOLO QUELLA SERATA si sarebbe chiamata "The yellow shark". In fondo .. che cazzo ... non fa nessuna differenza come si chiama quell 'affare ..." (qualche differenza, comunque sembra farla in giappone, dove secondo Simon Prentis, che ha curato la traduzione del libretto per la pubblicazione in quel paese, si è pensato ad un qualche sottinteso relativo ad un assalto commerciale da parte di quel paese. Ma ciò non ha alcun fondamento di verità.) (Nello stesso tempo può risultare utile ricordare come la figura dello "squalo" fosse già stata presente nel repertorio artistico/estetico di Zappa, precisamente nel 1971 quando gli allora Mothers Of Invention portarono ad insperata notorietà il pacifico "Mudshark" (Squalo Palombo) attraverso una ben conosciuta canzone dallo stesso titolo).
Nonostante il titolo non avesse alcunché a che fare con la musica, esso ricorderà per sempre la prima volta in cui la cosiddetta musica "colta" di Frank Zappa (quella orchestrale, per intenderci) ha reso felice sia il compositore per la dedizione e l'attenzione con cui è stata preparata (anche se forse questa soddisfazione era stata vissuta precedentemente solo quando l'Ensemble Intercontemporaine di Pierre Boulez commissionò e registrò alcuni suoi lavori nel 1984), sia il pubblico di Francoforte, Berlino e Vienna catturato da momenti di grande attenzione e momenti di incontenibile entusiasmo.
L'accoglienza positiva della critica e del pubblico, e questo va aggiunto, è rimasta anche quando il compositore non è stato in grado di dirigere e seguire il lavoro a causa della sua malattia. (Nella storia Zappiana di rapporti con orchestre, dalla London Symphony Orchestra alla Los Angeles Philarmonics, numerosi progetti sono stati in qualche modo rovinati ed ostacolati da sedute di prove inadeguate, vertenze sindacali e problemi politici ecc.). A parte per la notevole precisione interpretativa di questo lavoro orchestrale di Zappa (nonostante gli avvertimenti dell'autore "non precisi al 100% ...") "The Yellow Shark" è stato un evento unico per molte altre ragioni. Questa è stata la prima occasione in cui un gruppo di musicisti di estrazione classica ha lavorato eseguendo musica con ausili tecnologici simili a quelli usati in qualsiasi concerto rock di grande proporzione. Infatti, la musica è stata accuratamente amplificata, ripulita dalle eventuali indesiderate distorsioni, ma anche miracolosamente espansa, miscelata e bilanciata (ogni musicista aveva sul palco un suo monitor personale). Ogni lavoro era stato composto e/o arrangiato per lo speciale sistema di diffusione sonora (sei canali separati) che lo staff tecnico di Zappa formato da David Dondorf, Spencer Chrislu e Harry Andronis avevano accuratamente progettato e preparato per ogni singola sala da concerto.
Questo arrangiamento dei suoni è risultato un intervento legato alla logica delle composizioni di pari impegno ed importanza a quello del processo compositivo. In effetti Zappa aveva preventivamente "posizionato" ogni strumento nella configurazione a sei canali prevista campionandoli e miscelandoli nel suo studio casalingo "Utility Muffin Research Kitchen" (UMRK), e le stesse condizioni sono state poi ricreate dal vivo. A conti fatti, è stata certamente un'occasione straordinaria quella per cui un musicista contemporaneo è stato invitato, totalmente spesato, a lavorare per una presentazione della sua musica con un cosi sofisticato sistema operativo (sia tecnicamente che artisticamente); quando le burocrazie e le personalità di più di dodici paesi hanno collaborato insieme per più di due anni per lavorare attorno ad un simile progetto.
E' stato necessario un gruppo tanto "iconoclasta" quanto Zappa stesso per realizzare questo lavoro. Fondato nel 1980 sotto la gestione della Junge Deutsche Philarmonie, l'Ensemble Modern, con sede in Francoforte è probabilmente realtà tanto improbabile quanto uno "squalo giallo": un gruppo auto-gestito, auto-determinato formato da 18 elementi superbamente preparati (con in questo caso l'ausilio di musicisti aggiunti altrettanto virtuosi che regolarmente lavorano cinque o sei volte all'anno con l'Ensemble) che sopravvive concependo ed eseguendo programmi dedicati completamente alla musica contemporanea. Potremo dire in modo analogo a quanto realizza in proporzioni limitate, il Kronos Quartet, con la differenza che l'Ensemble è decisamente meno orientato verso un repertorio Pop. L'Ensemble Modern aveva pensato di commissionare a Frank Zappa un lavoro nei primi mesi del 1991 dopo che il regista tedesco Henning Lohner - che aveva realizzato un film sul musicista americano - aveva suggerito al Dr. Dexter Rexrot, responsabile del Festival Musicale di Francoforte, di sollecitarlo per la composizione di musica per orchestra. Nel momento in cui Zappa si manifestò un minimo interessato ad un progetto cosi concepito, Rexroth, Karsten Witt e il SUD successore Molich-Zebhauser invece pensarono alla richiesta di comporre nuova musica per l'Enseitìble Modern. Volarono a Los Angeles e presentarono il gruppo a Zappa attraverso un Compact Disc che conteneva brani di Kurt Weill ed Helmut Lachenmann. Un accordo di massima fu stabilito pressoché istantaneamente.

"Noi mi ritengo un grande estimatore di Kurt Weill" afferma Zappa "ma quello che io ascoltai in quel CD veramente mi impressionò, solo per la bravura, lo stile e l'intonazione dei suonatori. C'erano abbondanti similitudini in quella musica ed in quel tipo di esecuzioni che mi risultò facile pensare di trasportarle nel tipo di cose che scrivo. Mi sono immaginato che se erano in grado di suonare quelle cose e tirarle fuori così, allora probabilmente saranno in grado di cimentarsi e lavorare sulle mie cose. Potevo sentire cose che mi ricordavano frammenti di "Uncle Meat". L'altra cosa che mi impressionò fu la registrazione del brano di Ladienmann, un brano che è basato su tutti quei rumori che si possono produrre con gli strumenti, ma che nessuno si aspetterebbe mai di sentire, un grande brano". L'Ensemble Modern volò a Los Angeles a proprie spese e trascorse due settimane provando con il compositore nel suo studio "Joe's Garage" nel Luglio del 1991. Gli elementi del gruppo non solo regolarmente giungevano al avoro tre o quattro ore prima solo per provare e prendere confidenza con le composizioni, ma ripetutamente chiedevano trascrizioni di brani "impossibii-da-suonare", quelli per Synclavier (e spesso li ottenevano, come fu con "G-Spot Tornado"). Il compositore provò il gruppo anche con il suo metodo di improvvisazione nella direzione, poi registrò dei brevi esempi delle possibilità di suono di ogni musicista del gruppo. Programmando questa quantità di "esempi" nel Synclavier, Zappa fu, in effetti, in grado di "suonare l'Ensemble Modern" nel suo strumento, editandoli e mescolandoli a SUO piacimento. Poi, con un procedimento piuttosto lungo e faticoso. Zappa - coadiuvato dal compositore, arrangiatore e copista Ali N. Askin e il responsabile tecnico del Synclavier all'UMRK Todd Yvega, raccolse un voluminoso pacco di stampe numeriche del lavoro di Synclavier, che poi vennero trascritte nelle partiture. Ad Askin, proposto per questo lavoro da Mollich-Zebhauser, Zappa chiese di preparare nuovi arrangiamenti per suoi "classici" come "Dog Breath" ed "Uncle Meat" (poi uniti nel brano "Dog/Meat"), "Be-Bop Tango", "Pound for a Brown" e "The Girl In The Magnesium Dress". Nel Luglio del 1992, Zappa volò in Germania e trascorse due settimane di prove con l'Ensemble Modern (in condizioni memorabili; il gruppo di fedelissimi musicisti sudò e lavorò alacremente in quei giorni all'interno di una costruzione con l'impianto di condizionamento dell'aria scarsamente funzionante alla temperatura di una punitiva onda di calore). Il risultato finale: un programna di novanta minuti che comprendeva un duetto per pianoforti, quintetti d'archi e brevi intermezzi coreografici che vedevano protagonisti il gruppo coreografico La La Human Steps.
(Tutto questo materiale compare nel cd ad eccezione di due lavori quali un'improvvisazione introduttiva e "Annerika").
Stilisticamente, l'uso di poliritmie e figure ritmiche multiple ha portato l'universo delle influenze di Zappa da Edgard Varése ed Anton Webern a "
Louie Louie". Secondo Ali Askin: "Io penso che la musica di Frank Zappa è a suo modo unica, non conosco compositori che sono in grado di mescolare tante influenze e suggestioni di varia natura. Comunque egli ha iniziato la sua carriera lavorando in questa maniera. Ed io penso che per altri musicisti, questo giocare con tante possibili influenze, sia particolarmente pericoloso, come per un bambino perdersi in un negozio di giocattoli. Ma lui è veramente originale nel combinare ed usare questo materiale, potrei paragonarlo, in un certo senso, a Stravinsky. E' nello stesso tempo molto influenzato dai compositori moderni Europei, ma non si preoccupa poi molto di legare tutte queste cose. Zappa usa la progressione "Louie Louie" ed arriva dritto ad un raggruppamento di note che potrebbe essere stato scritto da Ligeti, non si preoccupa, se il tutto suona bene. Non esiste un uso prettamente "teorico" della musica, non esiste una cosa tipo ".. .potrei usare un accordo di Do Maggiore in questo contesto dodecafonico ...". Ciò che giudica il prodotto è il suo orecchio. Io penso che questo fresco modo di lavorare con colori e strutture sonore sia incredibile."
Probabilmente è bene citare due ulteriori caratteristiche dell'approccio alla musica da parte di Zappa. Prima di tutto lui è sempre stato in grado di tirar fuori il "musicista nascosto" da dentro ogni singolo suo musicista. Per dirla cerne Todd Yvega "Se assumesse un sassofonista bravo, non avrebbe alcun senso e sarebbe scontato fargli suonare il sax. Frank sa che lui sa suonare 10 strumento. Ma a quel punto sicuramente troverà il modo di fargli ballare il tip-tap altrettanto bene." In effetti, a dimostrazione di ciò i musicisti dell'Ensemble Modern si sono ritrovati ad essere essi stessi attori, narratori - caso più eclatante quello della violista Hilary Sturt (che recita il "pericoloso" monologo in "
Food Gathering in Post-Industrial America") e quello di Hermann Kretzschmarr che, normalmente impegnato al pianoforte, al clavicembalo ed alla celesta, si trovò egli stesso DENTRO ad un pianoforte ai "Joe's Garage" studios durante le prove, recitando qualsiasi cosa dallo stampato della biblioteca, ad una curiosa lettera-all'editore di una rivista chirurgica (descrivendo tutti metodi per sezionare i genitali) mentre l'intero Ensemble giocava improvvisando sotto la direzione di Frank Zappa. Durante le diverse esecuzioni dal vivo dello "Yellow Shark", Kretzschmarr ed il suo modo di vocalizzare alla "Dottor Stranamore" vennero impiegati per recitare (parola per parola) l'attuale modulo della quantomai ospitale dogana statunitense durante "Welcome to The United States". E questo precisa un altro tratto saliente della caratteristica compositiva di Zappa: egli è infatti aperto a qualsiasi tipo di possibilità e capriccio nello scegliere soggetti e temi, musicali e di testo.
Spesso usa in modo creativo qualsiasi cosa gli capiti sotto mano (come nel caso del formulario della dogana, il libro di chirurgia eccetera), un concetto questo che egli ha denoninato "Qualsiasi Cosa In Qualsiasi Momento In Qualsiasi Posto E Per Nessuna Ragione Particolare" (in inglese "AAAFNRAA").
Se ciò sembra essere molto lontano da una sensibilità più elevata (e spesso accondiscendente) in effetti lo è. Come ha commentato Todd Yvega, compositore anch'egli: "Un sacco di volte nel mondo della cosiddetta "musica colta" la gente si prende troppo seriamente. Per Frank tutto è comunque una forma di intrattenimento. Tu puoi essere intrattenuto o no, niente è necessariamente serioso, E questo è il motivo per cui voi potete avere un qualcosa che apparentemente sembrerebbe "serio" ed improvvisamente qualcuno si attacca uno sturalavandini sulla sua faccia. Io penso alla sua musica come un qualcosa di importante e sarà ricordata per moltissimo tempo ancora in futuro. In questo senso è una cosa seria, ma, dopotutto, è qui per divertirci." Molti compositori - per esempio Mahier, Ives, Stravinsky - hanno ampiamente citato musiche delle più diverse, impiegando grandi quantità di differenti stili musicali nella loro produzione. Sembra essere onesto e corretto sostenere che nessuno di loro però sia stato in questo tanto esteso quanto Zappa.
"La cosa ci ha abbastanza stupito" dice Molich-Zebhauser "Per esempio, il quartetto d'archi ("None of the above"), o il quintetto di fiati ("Time's Beach II" e "III") sono brani di un livello veramente molto alto, paragonabili con la scuola compositiva moderna europea. Dal mio punto di vista, ciò che importa è che un brano come "None of the above" sia di livello pari ai grandi classici del ventesimo secolo di Anton Webern, o simili. Veramente. Con composizioni di questo tipo Frank ha dimostra di avere le capacità di eseguire il suo lavoro anche da questo punto di vista, ma vi dovete immaginare durante le serate dello "Yellow Shark", c'erano almeno tre o quattro differenti stili musicali: nuovi arrangiamenti di suoi brani, alcune composizioni di musica  contemporanea, qualche scherzo, qualche parte elettronica ed elementi Jazz. E la cosa meravigliosa per me è stato notare come tutto ciò funzionasse insieme; cioè che è possibile realizzare una serata con quattro o cinque stili musicali diversi senza che qualcuno dica "Ch, mio Dio, che cosa sta succedendo ora, oh lasciamo perdere ...". Tutto ciò sembra funzionare grazie alla personalità di Frank. Il direttore dell'orchestra Peter Rundle va un passo oltre. Sostiene infatti che gli altri compositori sono sicuramente capaci di scrivere brani con differenti venature evitando di sconfinare con il dilettantismo. Quello che però distanzia Zappa è che la sua personalità musicale è inconfondibile in qualsiasi contesto dicendo: "Io penso voi possiate sentire un brano di Frank Zappa anche senza sapere chi l'ha scritto. E' specialmente nel modo in cui sono costruite le melodie, molto personali e originali. Non dovete fare alcuna differenza tra il suo essere un chitarrista che improvvisa ed il suo essere compositore, è sempre Frank Zappa! Lo potete sentire. E' meraviglioso, perché gli stili sono cosi differenti. Se esiste un filo conduttore attraverso tutta la musica di Frank Zappa, esso sta nella sua caratteristica di voler distruggere tutte le regole, al di là di qualsiasi forma caratteristica di scrittura ritmica e/o melodica, tipico di un compositore autodidatta". Ancora Peter Rundle "La cosiddetta musica classica contemporanea, proprio come il rock ed il Jazz hanno tutte le loro regole. Lo sapete anche voi, a Frank le regole non piacciono molto, e la ragione principale di ciò è che le regole lo annoiano. La sua musica nei momenti migliori è musica libera, libera perché non segue le regole. Ed io penso sia veramente rivitalizzante ascoltare una musica che ha il coraggio di interrogare se stessa... ed interrogare l'ascoltatore."
Mette dei dubbi anche all'ascoltatore non tradizionale, almeno la metà del pubblico della "prima" dello "Yellow Shark" era venuta solamente per vedere Frank secondo Molich-Zebhauser, e comunque tutti hanno lasciato i concerti "amando quella musica". E Zappa, ad un certo punto, felicemente disse che "abbiamo avuto un gruppo di ultrasettantenni là fuori che si lamentavano". Così, lo "Yellow Shark" sembra essere riuscito ad introdurre alla nuova musica molte persone che non ne avevano mai sentito parlare e di aver preso una piccola rivincita sul conservatorismo. Come ha osservato Askin "Io penso che Frank abbia avuto il potere di portare la musica moderna, o nuova musica, davanti ad una platea cosi vasta e nelle menti di chi non l'aveva mai apprezzata, sia stato veramente importante. Essere in grado di ascoltare musica cosi complicata come "
G-Spot Tornado", "Get Whitey" o "Amnerika" è stato una gran bella pubblicità per una nuova musica (senza sintetizzatori ne' chitarre elettriche), solo buona musica suonata da buoni musicisti."

Zappa è apparso sul palco del Frankfurt Alte Oper il 17 ed il 19 Settembre 1992 ed è stato accolto con un applauso assordante, (ricorda Molich-Zebhauser "c'era un tal rumore ... incredibile."). Ha diretto tre brani durante questi due concerti. "
Food Gathering in Post Industriai America,1992", "Welcome to the United States" ed il bis "G-Spot Tornado". I critici (ed in particolare un attento giornalista olandese) hanno ampiamente elogiato il lavoro musicale (anche con riferimento alle esecuzioni di Berlino del 22 e 23 Settembre e a Vienna del 26, 27,28 Settembre). Il compositore era piuttosto Impaurito: "Non ho mai avuto una preparazione cosi meticolosa per uno spettacolo di musica mia" ha detto Zappa poco tempo dopo, "La dedizione dell'Ensemble nel suonare in modo corretto e, nello stesso tempo la disponibilità a "corrugare le sopraciglie" (in gergo Zappiano significa la disponibilità ad inserire nel lavoro elementi non solamente di abilità tecnico-musicale - quali humor e sensibilità, per intenderci - n.d.Pixel -) è risultata essere una cosa da togliere il respiro. Avreste dovuto vedere quanto estenuanti sono state le prove, e quanto meticoloso il direttore. Peter Rundle, nel far si che tutto funzionasse fino nei minimi dettagli". "Voi tutti siete al corrente di quello che normalmente capita in occasione di concerti di musica moderna, se voi avete un pubblico di cinquecento persone potete dire che è stato un successo. Qui invece si parla di più o meno 2000 persone a serata e di interminabili, intensi e convinti applausi e richieste di bis alla fine di ogni concerto. Ancora si parla di facce strabiliate dei musicisti, degli organizzatori e di tutti coloro che stavano seduti li', a bocca aperta sul pavimento. Mentre io non dovevo restare li' per coinvolgerli particolarmente". In realtà Molich-Zebhauser temeva di perdere almeno metà del pubblico dopo il necessario ritorno negli States di Zappa, invece la cosa non si verificò, e l'attenzione e il numero di persone restò notevole, facendogli dire alla fine "Credo che per Frank questo fatto abbia rappresentato una vera soddisfazione, dal momento che egli non era certo interessato a questo progetto con l'atteggiamento di dover essere lui stesso la star della serata. Non ha mai pensato di voler essere l'eroe della serata, voleva essenzialmente che lo fosse la sua musica, e questo ha funzionato."
Una delle imnagini veramente indimenticabili delle serate dello "Yellow Shark", secondo Molich-Zebhauser e Ali N. Askin è stato quando Zappa ha diretto il frenetico bis "
G-Spot Tornado", mentre il balletto del La La Human Steps eseguiva l'acrobatica coreografia. E in contrasto con l'impatto di quel momento, Askin rimase impressionato anche "dall'attenzione con cui il pubblico ascoltava brani difficili quali il quintetto d'archi di "Time's Beach", e anche di "Ruth is Sleeping". E' stato realmente fantastico come il pubblico ha reagito, come ha ascoltato in un silenzio che raramente accade". Zappa non si considera un direttore d'orchestra (anche se in occasione del Concerto per il Centenario di Edgar Varese a S.Franciso nel 1983 aveva diretto l'esecuzione di "Ionisation", e prima aveva diretto la sua Abnuceals Emuukha Electric Symphony Orchestra a Los Angeles nel 1977). Infatti il suo è un modo di dirigere molto diverso dal consueto. Mentre indica il tempo e lega le singole parti degli strumenti, quando necessario, preferisce usare il podio come una postazione da cui creare musica spontanea, attraverso l'uso del suo lessico gestuale inconfondibile ed inimitabile. Questo è stato un metodo di lavoro che lo ha accompagnato per tutta la sua carriera, considerando naturalmente che l'Ensemble Modern in questa occasione lo ha studiato con grande dovizia di particolari, forse come nessun altro musicista precedentemente diretto da Frank Zappa. Al di là della sua capacità di tirare fuori una enorme gamma di suoni improvvisati. Zappa come direttore d'esecuzione è anche abile nell'inserire e pilotare strutture preventivamente fissate (clusters) all'interno del contesto di una qualsiasi esecuzione, e a quel punto, a tutti gli effetti, l'orchestra diviene "strumento" ed il direttore invece "solista". Il risultato di questo procedimento risulta anche divertente, come nel caso di "Food Gathering In Post-Industrial America" e in "Welcome to the United States". Secondo Askin "Nella ripresa video (il concerto della "prima" è stato teletrasmesso da una pay-tv tedesca) potete facilmente notare quale fosse l'espressione del viso di Frank. Voi vedete quanto stava ridendo e nello stesso tempo dirigendo con piccoli gesti l'orchestra, io non ho mai visto nessuno dirigere in quel modo. Lui dice di sé stesso di non essere un vero direttore, ed è vero. Ma nessuno è altrettanto abile nel dirigere un gruppo di musicisti. Il suo piccolo dito parla molto più dei larghi movimenti di direzione di Karajan, secondo me! Basta solo guardarlo come fuma. E' una storia a sé".
Esiste un'altra storia che deve essere raccontata riguardo allo "Yellow Shark" ed è riferita agli specializzati dell'audio dello studio UMRK, Chrislu, Dondorf e Andronis. E' una storia talmente tecnica che potrà essere compresa solamente da tecnici. Forse può essere sufficiente dire che il loro lavoro ha rappresentato l'asse portante dell'intero "Yellow Shark". Ecco una semplice spiegazione da parte di Dondorf: "Abbiamo dovuto progettare un sistema che tenesse presente le peculiari caratteristiche delle composizione, le altrettanto peculiari caratteristiche delle sale dei concerti, il bisogno di monitoraggio dei musicisti, le necessarie richieste dello studio mobile 48 tracce per la registrazione audio, oltre alla connessione con la ripresa televisiva. Frank aveva imnaginato un qualcosa di nuovo, in qualche modo a metà strada tra un concerto rock ed una rappresentazione classica tradizionale, dove il pubblico seduto era circondato da sei differenti postazioni di diffusori acustici, con gli strumenti diversamente mixati per ciascuna delle sei postazioni, a seconda della partitura, in modo tale che ogni spettatore ascoltava l'evento, per cosi' dire, da un diverso punto d'ascolto. Tutto ciò che noi andavamo a fare era una novità, la musica era stata scritta espressamente per questo sistema, ma doveva essere eseguita in spazi che non erano stati concepiti nello stesso modo. (O, per dirla come Andronis rispose a Zappa alla sua prima richiesta "un'orchestra di 26 elementi che suona in alcune delle migliori sale da concerto Europee, e tutto amplificato e miscelato attraverso un sistema di di amplificazione avvolgente a sei canali? Uh-huh".) Aggiungete poi il fatto che si lavorava con una squadra di ripresa televisiva olandese, una compagnia di registrazione audio francese, una società tedesca per tutte le pratiche organizzative, senza poi parlare dei musicisti provenienti dalla Germania, Gran Bretagna, Nuova Zelanda per dirla come sostiene Chrislu "è stato un miracolo che per quello che ne è venuto fuori non ci si sia sparati l'un l'altro...".
In termini non propriamente tecnici, Zappa ha dato un esempio per far capire come funzionava il sistema di amplificazione: Nel caso del quartetto d'archi, gli strumenti avvolgono il pubblico e ciò fa si che sia possibile ascoltare i contrappunti musicali cerne mai prima d'ora. Non nel senso che il volume sia particolarmente alto da disturbare il pubblico, ma nel senso che sono estremamente chiari tutti i dettagli dell'esecuzione, per cosi dire sono proprio in "faccia". Il suono degli strumenti non viene in alcun modo alterato dalle apparecchiature elettroniche. E' un'esperienza di Hi-Fi all'ennesima potenza.
Un conclusivo aspetto della gestione tecnica dell'evento merita qualche parola. Le esecuzioni raccolte sul CD - come nel caso della maggior parte dei Cd di Zappa - sono le migliori tra tutte quelle realizzate in occasione dei diversi concerti unite poi insieme dal compositore, (e, come fa notare Spencer Chrislu: "Quando ascoltate il CD è meraviglioso notare come siamo riusciti a farlo venir fuori, il modo in cui tutto si intreccia, Frank è stato grande nel realizzare degli edit veramente accurati, non riesci a realizzare il cambio delle differenti risonanze tra sala e sala").
Di per sé lo "Yellow Shark" (citato al maschile perché consuetudine di Mólich-Zebhauser) ha fatto un unica apparizione all'inizio di ogni concerto, "nuotando" attraverso il palco, nelle mani di uno dei responsabili del palco. A tutt'oggi è residente nella casa del manager dell'Ensemble Modern, aspettando di ritornare sul palco se gli verrà data occasione con altri concerti (dove in quel caso, per evitare il nome "Yellov Shark", non particolarmente gradito a Frank Zappa, si potrebbe usare, secondo Mólich-Zebhauser il nome tedesco "Der Gelbe Hai").
Ma c'è ancora un qualche cosa da dire su questa storia del pesce, questa avventura che non verrà dimenticata. Sembra infatti che il creatore dello squalo, venuto a conoscenza die la sua creatura era arrivata in Germania ed aveva cambiato nome, sia rimasto molto contento del fatto che l'accoppiata "E' molto vicino alle cose che faccio, nel senso di mettere insieme due cose diverse e trovarne sorprendenti spunti di novità dalla loro unione. Mi pare che lo "Yellow Sark" abbia funzionato piuttosto bene.. ". Talmente bene che, a dimostrazione delle sue parole, adesso sopra il caminetto del seminterrato di Frank Zappa c'è uno squalo in fibra di vetro dalle dimensioni e le fattezze uguali allo "Yellow Shark", con l'unica differenza che è completamente coperto con una spessa pelliccia bianco e nera, come una vacca Holstein. Beam lo ha chiamato '"The Cow Shark" ("Lo squalo mucca"). "Vediamo un pò quello che succederà ... " ha detto..

     

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