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LA (mia) VERA STORIA DI BONGO FURY (1998)

 

di John Henley
traduzione ed adattamento di Alessandro Pizzin
© 1998 John Henley

     
 
     

21 maggio 1975

Ho assistito al secondo “Bongo Fury” Show tenutosi il 21 Maggio del 1975 all’Armadillo World HeadQuarters e mi ricordo qualcosa di quella serata … L’Armadillo (AWHQ) era una vecchia caserma abbandonata della Guardia Nazionale, ma che in passato era stata utilizzata anche come campo di allenamento per lo skating. Era situata ad Austin e precisamente a sud del fiume Colorado, proprio in prossimità della periferia della città. Intorno al 1970 alcuni intraprendenti hippies, trasformarono quel luogo in una sala da concerti prendendo esempio dall’esperienza della Vulcan Gas Company (***). Andarono avanti tra mille difficoltà almeno fino al 1972, data in cui sia Willie Nelson che Freddie King decisero che piaceva loro suonare in quel posto e cominciarono a farlo piuttosto spesso.
Come sala da concerti era piuttosto contenuta, ma poteva ospitare comodamente almeno 2500 persone. Oltre al palcoscenico c’erano anche la pista da ballo principale (quasi sempre utilizzata dal pubblico per sedervisi a terra, relegando in fondo alla sala le poche file di sedie disponibili), uno spazio adibito a tavolini per bere, due bar (disposti ai due lati della sala) e la dispensa del cibo. Per molto tempo il pavimento era stato mantenuto coperto da numerose copertine multicolori, che si rivelavano molto utili perchè se venivano sporcate da qualche birra potevano essere tanto facilmente quanto velocemente sostituite. Nei tardi anni settanta venne invece realizzata una copertura in moquette rossa, e l’atmosfera non fu più la stessa…
C’era anche un grande spazio all’aperto antistante il locale adattissimo per bere tranquillamente della buona birra. Il luogo era piuttosto conosciuto dai musicisti che giravano da quelle parti non fosse altro che per il fatto che, a differenza della stragrande maggioranza degli altri locali, era stato allestito uno spazio dove i musicisti potevano essere accompagnati per mangiare del ‘vero cibo’ e non quei tipici

catering improvvisati a base di toast o tramezzini dalla qualità discutibile. Evidentemente la cosa non passò inosservata a Frank, visto che tra i crediti di Bongo Fury si legge anche “lo staff della cucina dell’Armadillo, in particolare Jan Beeman”. Tra le altre cose la vera ‘Guacamole Queen’ era una cuoca che lavorava proprio all’Armadillo e conosciuta dagli avventori come ‘Big Rikke’ . Quando ‘Big Rikke’ se ne andò, il ‘titolo’ di Guacamole Queen venne affidato automaticamente a Jan Beeman. Ad un possibile ospite del locale veniva chiesta una certa tolleranza verso il fumo passivo, dal momento che era pressoché inevitabile venirne avvolto visto che tutti si passavano l’un l’altro le sigarette, ed anche chi non le portava con sé bastava solo aspettasse perché prima o poi qualche sigaretta arrivava nel flusso delle stesse di mano in mano … un aspetto veramente democratico no?.Durante un concerto del 1977 sempre Zappa si rivolse agli astanti chiedendo cortesemente di dirigere il fumo espirato verso la posta di sicurezza alla destra del palco (solitamente aperta) …e se lo aveva chiesto Zappa, la cosa ci fa pensare che la densita’ del fumo doveva essere decisamente significativa. Io avevo già visto Zappa suonare all’Armadillo con la Roxy Band nel 1973, e sfortunatamente credo di aver perso lì il suo concerto del 1974. Questo concerto del 21 maggio 1975 aveva invece l’indicazione ben precisa anche per il pubblico che si sarebbe trattato di un appuntamento con FZ e Capt Beefheart proprio per registrare un album dal vivo. Come dicevo prima, io ho assistito alla seconda serata in programma. Ricordo perfettamente che Jim Franklin (responsabile dell’immagine e delle PR del locale) salì sul palco vestito in modo alquanto bizzarro e, a guisa di predicatore evangelico, si rivolse al pubblico presente farfugliando “signore e signori … le vostre madri!”. Al che le luci si abbassarono e ad uno ad uno salirono sul palco i componenti della band. Mi rimase impresso in particolare la camminata a-la-Frankenstein di Bruce Fowler. Inizialmente notai con un certo disappunto l’assenza di Ruth Underwood, di Chester Thompson e la presenza di un nuovo chitarrista. Hummm. Non ricordo esattamente con cosa sia iniziato il concerto (credo con una versione fiacca e poco interessante di Apostrophe) ne tantomeno cosa di quella serata è stato poi pubblicato nell’album live. Credo Carolina Hardcore Ecstasy sia stato uno dei primi brani del concerto. Mi sembro’ subito ovvio che il gruppo non aveva lo stesso impatto sonoro di quelli che avevo avuto l’opportunità di vedere in passato. Fatto salvo per le eccezioni già nominate, la band era praticamente la stessa dei tour precedenti, ma non aveva la stessa precisione, sembrava quasi che Frank avesse deciso di privilegiare il lato più ‘blues’ e spontaneo dell’esecuzione. Chissà se ciò dipendeva dal fatto che sul palco c’era Beefheart, o perché Zappa stava entrando nella sua personalissima fase di ‘guitar hero’ o se solamente dipendeva dal fatto che il luogo era più sensibile al fascino del blues (ai Texani piace il blues elettrico e la chitarra in evidenza…). Comunque ho avuto sin dall’inizio una sensazione di scarsa attenzione verso i dettagli dell’esecuzione e questa impressione non è mai stata superata fino alla fine del concerto. Qualcuno ha detto che quel concerto era proprio uno schifo, ma non sarei così categorico anche se posso ritenermi concorde al 50%. Per esempio Gorge Duke non prese mai nemmeno un assolo alle tastiere ed il suo suono era sempre sottotono, Napoleon non sembrava poi divertirsi molto e il drumming di Terry Bozzio non era proprio della qualità di Chester e la cosa era piuttosto irritante. Lo stesso Frank sembrava piuttosto cupo, apparentemente troppo concentrato.

Forse la cosa più interessante da vedere era proprio la presenza di Capt.Beefheart, veramente improbabile sul palco, con un atteggiamento quasi da attore a-la-Paul Newman (se non Dean Martin). In altri momenti se ne stava in disparte seduto su una seggiola e continuava ad estrarre oggetti da alcune buste di plastica lasciate a terra, oggetti che regolarmente dopo averli misteriosamente esaminati, riponeva nuovamente nelle borse (da qui certamente l’indicazione ‘Shopping bags’ nelle note di copertina del disco).
Vi furono due o tre brani in cui il Capitano suonò il sax in assolo e in maniera decisamente brillante. Ad un certo punto – doveva esere circa la metà dello spettacolo – un assistente dell’organizzazione dell AWHQ salì sul palco avvicinandosi a Frank durante l’esecuzione di un brano. Frank lo ascoltò ed improvvisamente fece un segnale convenuo alla band che si fermò immediatamente ed all’unisono. A quel punto si rivolse al pubblico comunicando che sarebbe stato indispensabile evacuare il locale a causa di una telefonata anonima che aveva segnalato la presenza di una bomba all’Armadillo. Con molta calma indicò le uscite di sicurezza e posso dire con assoluta certezza di non aver mai visto una folla così ordinata e tranquilla nell’evacuare uno spazio pubblico. Qualcuno forse pensò che fosse tutto previsto e parte integrante dello spettacolo, ma non fu così vista la presenza degli artificieri della locale unità dei Pompieri.
Dopo trenta minuti venne concesso il permesso di rientrare nella sala. Purtroppo in questo trambusto avevo perso il mio posto e mi sono ritrovato in fondo alla sala.

Quando il gruppo tornò sul palco Frank disse immediatamente "se non sbaglio eravamo rimasti interrotti nel mezzo di un assolo del Capitano …" e facendo un cenno al gruppo la band riprese a suonare ESATTAMENTE dal punto stesso in cui si era interrotto il concerto. Decisamente impressionante. In tutti questi anni avevo volontariamente rimosso dalla memoria quella che secondo me fu uno dei peggiori pretesti per suonare del blues quella sera. Mi riferisco alla versione originale di The Torture Severe Stops. Ad onor del vero durante tutta la serata il cantato di Beefheart era apparso pressoché incomprensibile e confuso e credo che quel brano in aprticolare abbia realmente rotto le palle a tutto il pubblico.
Ricordo invece con molta chiarezza le esecuzioni dei due brani di Beefheart ed in particolare Man with the Woman Head dove – se ascoltate attentamente il disco dopo il verso Are you with me on this people? - ci sono alcune risposte dal pubblico … ed una delle voci è la mia!
Non credo che Muffin Man sia stato nè l’ultimo brano della scaletta né l’ultimo bis né onestamente ricordo se avesse addirittura un testo cantato. Ciò che invece ricordo chiaramente è che il pezzo affascinò in modo assoluto il pubblico e l’esecuzione del suo solo fu veramente memorabile e probabilmente uno dei momenti che rappresentano il meglio di quella serata fatta senz’altro più di momenti negativi che positivi. Non ricordo che Frank avesse ripreso a suonare dopo la frase Goodbye Austin Texas …e sospetto vivamente che il tema in reprise sia un montaggio fatto con la registrazione dell’esecuzione della serata precedente. Ovviamente fu un concerto comunque memorabile, nonostante le riserve che ho sopra citato.
L’Armadillo chiuse i battenti nel 1980 perché il proprietario decise di vendere il locale.
L’ultima volta che vidi all’AWHQ la band di FZ fu quella con Vinnie, Ray ed Ike e durante quel concerto disse al pubblico di non rammaricarci troppo per la chiusura di quel luogo, dal momento che visti i tempi non c’erano certo le condizioni per riuscire a mantenere intatta l’atmosfera di quel luogo. Troppi teppisti e di conseguenza l’avventore comune veniva trattato piuttosto sgarbatamente.


Aveva ragione: era proprio giunto il momento di chiudere L’Armadillo World Headquartier.
 

     

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