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LA (mia) VERA STORIA DI BONGO FURY (1998) |
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di John Henley |
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21
maggio 1975 |
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catering improvvisati a base di toast o tramezzini dalla qualità discutibile. Evidentemente la cosa non passò inosservata a Frank, visto che tra i crediti di Bongo Fury si legge anche “lo staff della cucina dell’Armadillo, in particolare Jan Beeman”. Tra le altre cose la vera ‘Guacamole Queen’ era una cuoca che lavorava proprio all’Armadillo e conosciuta dagli avventori come ‘Big Rikke’ . Quando ‘Big Rikke’ se ne andò, il ‘titolo’ di Guacamole Queen venne affidato automaticamente a Jan Beeman. Ad un possibile ospite del locale veniva chiesta una certa tolleranza verso il fumo passivo, dal momento che era pressoché inevitabile venirne avvolto visto che tutti si passavano l’un l’altro le sigarette, ed anche chi non le portava con sé bastava solo aspettasse perché prima o poi qualche sigaretta arrivava nel flusso delle stesse di mano in mano … un aspetto veramente democratico no?.Durante un concerto del 1977 sempre Zappa si rivolse agli astanti chiedendo cortesemente di dirigere il fumo espirato verso la posta di sicurezza alla destra del palco (solitamente aperta) …e se lo aveva chiesto Zappa, la cosa ci fa pensare che la densita’ del fumo doveva essere decisamente significativa. Io avevo già visto Zappa suonare all’Armadillo con la Roxy Band nel 1973, e sfortunatamente credo di aver perso lì il suo concerto del 1974. Questo concerto del 21 maggio 1975 aveva invece l’indicazione ben precisa anche per il pubblico che si sarebbe trattato di un appuntamento con FZ e Capt Beefheart proprio per registrare un album dal vivo. Come dicevo prima, io ho assistito alla seconda serata in programma. Ricordo perfettamente che Jim Franklin (responsabile dell’immagine e delle PR del locale) salì sul palco vestito in modo alquanto bizzarro e, a guisa di predicatore evangelico, si rivolse al pubblico presente farfugliando “signore e signori … le vostre madri!”. Al che le luci si abbassarono e ad uno ad uno salirono sul palco i componenti della band. Mi rimase impresso in particolare la camminata a-la-Frankenstein di Bruce Fowler. Inizialmente notai con un certo disappunto l’assenza di Ruth Underwood, di Chester Thompson e la presenza di un nuovo chitarrista. Hummm. Non ricordo esattamente con cosa sia iniziato il concerto (credo con una versione fiacca e poco interessante di Apostrophe) ne tantomeno cosa di quella serata è stato poi pubblicato nell’album live. Credo Carolina Hardcore Ecstasy sia stato uno dei primi brani del concerto. Mi sembro’ subito ovvio che il gruppo non aveva lo stesso impatto sonoro di quelli che avevo avuto l’opportunità di vedere in passato. Fatto salvo per le eccezioni già nominate, la band era praticamente la stessa dei tour precedenti, ma non aveva la stessa precisione, sembrava quasi che Frank avesse deciso di privilegiare il lato più ‘blues’ e spontaneo dell’esecuzione. Chissà se ciò dipendeva dal fatto che sul palco c’era Beefheart, o perché Zappa stava entrando nella sua personalissima fase di ‘guitar hero’ o se solamente dipendeva dal fatto che il luogo era più sensibile al fascino del blues (ai Texani piace il blues elettrico e la chitarra in evidenza…). Comunque ho avuto sin dall’inizio una sensazione di scarsa attenzione verso i dettagli dell’esecuzione e questa impressione non è mai stata superata fino alla fine del concerto. Qualcuno ha detto che quel concerto era proprio uno schifo, ma non sarei così categorico anche se posso ritenermi concorde al 50%. Per esempio Gorge Duke non prese mai nemmeno un assolo alle tastiere ed il suo suono era sempre sottotono, Napoleon non sembrava poi divertirsi molto e il drumming di Terry Bozzio non era proprio della qualità di Chester e la cosa era piuttosto irritante. Lo stesso Frank sembrava piuttosto cupo, apparentemente troppo concentrato. |
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Forse
la cosa più interessante da vedere era proprio la presenza di
Capt.Beefheart, veramente improbabile sul palco, con un atteggiamento
quasi da attore a-la-Paul Newman (se non Dean Martin). In altri momenti
se ne stava in disparte seduto su una seggiola e continuava ad estrarre
oggetti da alcune buste di plastica lasciate a terra, oggetti che
regolarmente dopo averli misteriosamente esaminati, riponeva nuovamente
nelle borse (da qui certamente l’indicazione ‘Shopping bags’ nelle note
di copertina del disco). |
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Quando
il gruppo tornò sul palco Frank disse immediatamente "se non sbaglio
eravamo rimasti interrotti nel mezzo di un assolo del Capitano …" e
facendo un cenno al gruppo la band riprese a suonare ESATTAMENTE dal
punto stesso in cui si era interrotto il concerto. Decisamente
impressionante. In tutti questi anni avevo volontariamente rimosso dalla
memoria quella che secondo me fu uno dei peggiori pretesti per suonare
del blues quella sera. Mi riferisco alla versione originale di The
Torture Severe Stops. Ad onor del vero durante tutta la serata il
cantato di Beefheart era apparso pressoché incomprensibile e confuso e
credo che quel brano in aprticolare abbia realmente rotto le palle a
tutto il pubblico.
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