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Alessandro Pizzin intervista: Jon Nelson (MERIDIAN ARTS ENSEMBLE)
JON NELSON (1997)

Alessandro
Vuoi parlarci degli inizi ... ?
Jon Nelson
Studiavamo tutti presso i vari conservatori di New York City con una impostazione da musicisti 'classici'. Siamo stati chiamati per suonare in gruppi orchestrali nelle scuole e benchè noi tutti amiamo la musica orchestrale classica, e i grandi autori del passato, stavamo in qualche modo cercando una maniera per risultare più ATTIVI nella realizzazione dell'evento musicale ...Come sicuramente saprete nelle orchestre, chi suona gli ottoni e le percussioni, di solito deve accontentarsi di restare seduto in attesa del proprio momento nel brano. A tutti noi non faceva particolarmente piacere restare seduti in attesa, così abbiamo deciso di fondare un gruppo musicale insieme, in modo tale da scegliere noi stessi il nostro repertorio, scegliere COME suonarlo e sceglierlo anche in modo tale da permetterci di partecipare sempre all'esecuzione. Il risultato è stata la nascita del
Meridian Arts Ensemble ... e fin dall'inizio siamo stati molto accorti nello scegliere un repertorio complesso e particolare, una musica che ci piaceva e che era in grado di 'sfidare' la nostra capacità.

Alessandro
... perchè
Meridian Arts Ensemble ?
Jon Nelson
... il nome è una sorta di protesta contro la concezione tradizionale dell'accezione di 'Quintetto di ottoni' ... non eravamo certo in linea ... ne' lo siamo tuttora, con gruppi come i
Canadian Brass o gli Empire Brass, inoltre volevamo poterci permettere una certa elasticità nei confronti dell'asseto strumentale. Chiamandoci Meridian Arts Ensemble ci sarebbe stato permesso di aggiungere una batteria, per esempio, oppure un pianista, un chitarrista o una cantante della Mongolia ... o qualsiasi altro strumento a nostra discrezione ... per cui scegliere quel nome è stato anche indice di una certa voluta garanzia di elasticità.

Alessandro
... potresti parlarci dell'esperienza di studio classico negli Stati Uniti ... esiste una particolare attenzione per la produzione dei musicisti contemporanei innovativi o è un interesse demandato alla personale attitudine di ogni singolo musicista ?
John Nelson
... nei conservatori Americani, massima attenzione viene data ai compositori classici del 600/700/800. Vi sono alcune eccezioni dove uno studente può confrontarsi con la produzione musicale contemporanea, per quanto gran parte di questa musica 'contemporanea' sia stata scritta con stilemi tipici delle epoche precedenti ... non ho idea di come funzioni in Europa, ma negli Stati Uniti è piuttosto normale considerare 'contemporanei compositori quali
Varese, Stravinskij, Schoenberg e Webern ... ma tutti noi sappiamo che essi NON SONO realmente contemporanei ... comunque dotati di grande pensiero musicale innovativo la loro musica risulta risulta oggi piuttosto 'vecchia'.
In questo modo continua ad esistere una discreta difficoltà per noi nel combattere contro questa percezione distorta della accezione 'contemporanea' della musica. C'è da dire che noi siamo stati comunque fortunati ... perchè risiedendo a New York siamo stati in grado di scoprire compositori quali
Milton Babbitt - che era alla scuola Juilliard proprio nel periodo in cui Benjamin Harrington ed io la frequentavamo. In effetti tutti e due abbiamo avuto l'opportunità di suonare alcune sue composizioni come studenti e poi, successivamente, di incontrarlo e lavorare con lui. Un altro compositore con cui abbiamo avuto la possibilità di collaborare è stato Tom Pierson, anche lui residente a New York. Abbiamo avuto un brano da lui mentre alcuni di noi hanno suonato nella sua 'big band' in New York.
Anche
Steven Barber è di New York, e di lui abbiamo avuto in esecuzione due brani ... ed egli rappresenta un buon esempio di musicista contemporaneo ... che compone musica anche per caroselli pubblicitari, per la televisione in genere e per il cinema.
Per cui io penso che il nostro tirocinio classico, se lo vuoi chiamare così, in realtà non è altro che il risultato del nostro risiedere a New York, con l'opportunità di poter venire in contatto con il grande patrimonio di talenti musicali ed artistici che qui risiedono. E questo è valido per qualsiasi città ... potrebbe essere Amsterdam, Roma o Milano o Berlino ... diciamo che a noi piace uscire e scovare musica interessante di compositori che vivono e lavorano tra di noi.

Alessandro
... qual'è il tuo compositore classico preferito ? ... se ne esiste uno ...
John Nelson
... non credo si possa parlare di compositore preferiti ... ognuno probabilmente ha un compositore che preferisce in un particolare momento, ma è indispensabile andare incontro ad un percorso di evoluzione dell'ascolto musicale nell'approccio a nuovi autori. Quando iniziai ad interessarmi alla musica di
Frank Zappa, diciamo che ascoltavo quasi esclusivamente Frank Zappa ... ed questa fase è durata due anni ...e sicuramente egli era il mio compositore preferito DI QUEL MOMENTO ... posso ricordare che quando ero più giovane anche Stravinskij è stato il mio autore preferito per sei, forse otto mesi ... oppure ero anche molto appassionato dell'opera di Anton Bruckner ... anche in questo caso per ... sei mesi ... e così via con altri autori ... In realtà io credo succeda che nel momento in cui sei entusiasta di un particolare compositore ti dedichi alla ricerca di qualsiasi cosa lo riguardi, arrivando a 'saturarti' della sua musica e cercando di scoprire sempre di più a riguardo. Dopodichè lo metti da parte, magari grazia anche ad una più serena ed obiettiva valutazione della sua musica.
Una volta ascoltata altra musica e confrontata nello stesso contesto sarà possibile apprezzarla ancora in un'altro momento successivo. E questo è quanto vogliamo fare con il nostro gruppo ... cioè eseguiamo un brano per un certo periodo di tempo e ci piace molto ... trascorso qualche tempo lo mettiamo da parte per un po' ... e magari dopo due, tre o forse quattro anni lo riprendiamo dandogli una nuova prospettiva di interpretazione ... il che rappresenta anch'esso un processo di apprendimento in evoluzione ...

Alessandro
... Zappa ha rappresentato una scoperta recente oppure era un musicista a cui ti eri avvicinato anche in passato ?
Jon Nelson
... direi che siamo entrati in contatto con la musica di
Zappa decisamente 'per caso', dal momento che un nostro comune amico ci aveva dato un nastro contenente una selezione di alcune delle composizioni tratte dal tour del 1988 ... e dal momento che erano presenti numerosi fiati nell'arrangiamento fummo tutti naturalmente incuriositi dalla sua produzione dell'epoca. Conoscemmo pertanto prima la sua produzione del 1988 e dopodichè ci dedicammo alla riscoperta di lavori precedenti. Ma fino al 1991 non fummo mai in grado di ascoltare la sua musica inserita in un contesto che ci permettesse di darne una valutazione adeguata ... Avevamo comunque sentito spesso parlare di lui ... ed ascoltato qualche particolare di alcuni brani ... alla CNN ... ma non ci eravamo realmente seduti a tavolino ed analizzato con attenzione la sua musica ... almeno fino ad allora.
Ma questa fase di analisi si rivelò decisamente veloce ... diventammo tutti entusiasti della sua musica prima come ascoltatori e poi gradatamente ... ma con una evoluzione decisamente rapida ... come esecutori, decidendo di trovare il modo di suonarla noi stessi per inserirla nel nostro repertorio, visto che per noi rappresentava una 'sfida' alle nostre capacità pur mantenendosi divertente da suonare e piacevole per il pubblico da ascoltare.
Diciamo comunque che non è trascorso poi molto tempo da quando abbiamo ascoltato veramente la sua musica a quando è stata inserita nel nostro programma concertistico ...

Alessandro
... siete mai stati in contatto direttamente con
Frank Zappa o con il suo staff ? ...
Jon Nelson
... abbiamo avuto la grande occasione di incontrare
Frank e suonare per lui due volte.
La prima volta che lo incontrammo stava ancora abbastanza bene e lavorava alacremente ... magari non tutto il giorno ... ma era consapevole della malattia ... e stava cercando di concludere, con la collaborazione di
Spencer Chrislu, Todd Yvega e Dave Dondorf, una serie di progetti ... sapeva che la fine era vicina ... si sentiva con un 'conto alla rovescia' addosso ma con molto lavoro da fare ... ed erano perfettamente consapevoli del poco tempo che avrebbero avuto per portarlo a termine ... comunque, la prima volte che suonammo davanti a lui ... esercitandoci con lui avemmo un bel po' di suggerimenti per l'esecuzione della sua musica il che ci stimolò ulteriormente nella ricerca di altri brani da inserire nel nostro repertorio. La seconda volta invece non stava più bene, era a letto e fu praticamente solo tre settimane prima che morisse ... andammo a Los Angeles per un concerto e il giorno in cui arrivammo chiamammo Gail che ci rispose «... ok, è cosciente, venite velocemente !». A quel punto noi raggiungemmo casa Zappa direttamente dall'aeroporto. Fummo praticamente in grado di vederlo per quel poco tempo che egli stesso fu in grado di essere sveglio e consapevole di quanto gli accadeva intorno ... ci sedemmo vicino al suo letto e suonammo il nuovo set di suoi brani appena inseriti nel nostro repertorio ... sei pezzi avevamo allora e sei pezzi eseguimmo ma naturalmente egli non fu in grado di dirci molto ... ma fu per noi un'occasione veramente particolare, per suonare per lui e per i suoi familiari ... solo tre settimane prima che morisse ... una esperienza veramente importante per noi ... che ricorderemo per sempre.
Da quando Frank è morto di tanto in tanto ci siamo fermati a casa sua quando eravamo a Los Angeles ... e diciamo che ogni qualvolta noi si vada a L.A. chiamiamo
Gail ed andiamo da loro ... due volte abbiamo dato dei concerti privati a casa Zappa per i loro amici ... spesso Gail cucina dei piatti eccellenti per noi e per tutti gli ospiti ... e siamo stati in grado di conoscere tanta gente interessante come Matt Groening, l'autore dei 'Simpsons', o Warren Cucurullo, adesso con i Duran Duran ma in precedenza aveva lavorato con Frank.
L'ultma volta abbiamo registrato con
Dweezil per il suo prossimo progetto musicale.
Per noi è un'amicizia veramente importante e sono sempre foriere di entusiasmo le nostre visite da loro ... sempre qualcosa di interessante e di nuovo e sempre occasione per incontrare persone di cui magari conoscevamo il lavoro, ma che diversamente non avremmo mai avuto occasione di incontrare.

Alessandro
... avete mai eseguito in anteprima brani di Zappa ? ...
Jon Nelson
... tutto il materiale che noi eseguiamo è rappresentato da musica che lui ha suonato in precedenza ... non abbiamo mai eseguito una 'prima mondiale' della sua musica, ma esistono alcune composizioni, fin'ora mai sentite nel computer cui Spencer e Dave stanno lavorando per portarli all'attenzione del pubblico.
Speriamo in tal senso di avere la grande opportunità di rappresentarli per primi, ma a dire il vero, non è una nostra caratteristica quella di voler 'sfruttare' l'importanza della 'premiére' ... siamo già sufficientemente felici di suonare uno qualsiasi dei suoi brani dal momento che molte sue composizioni si prestano ad essere adattate alle caratteristiche del nostro gruppo.

Alessandro
... come mai le composizioni che fino adesso avete scelto di riproporre sono state scelte dal repertorio 'rock' di Zappa e non da quello più prettamente classico ? ...
Jon Nelson
I brani che abbiamo scelto sono appunto dal repertorio più rock, ... per quanto anche '
Dupree's paradise' sia stato ulteriormente sviluppato in una arrangiamento orchestrale nel lavoro con Pierre Boulez. Il motivo per cui abbiamo optato per questa scelta è essenzialmente perchè sarebbe stato molto più complesso adattare composizioni ad ampia orchestrazione per un enesemble da se elementi. In più io credo che il suo modo di concepire un gruppo rock era essenzialmente come se avesse a che fare con un gruppo 'da camera' semplicemente elettrificato ... il gruppo suonava con la stessa filosofia d'insieme, le stesse dinamiche, la stessa ritmicità e determinazione con cui avrebbe suonato un grande quartetto d'archi. Per cui, a mio avviso, non esistono queste profonde differenze tra le sue composizioni per gruppo rock e le sue partiture orchestrali. E' semplicemente un fatto di strumentazione da lui scelta per comunicare al pubblico i brani specifici. Ed evidentemente i brani dal repertorio 'rock' funzionano bene nella rielaborazione ... ho trovato il sistema di riarrangiarli dividendo le parti ... di solito la tuba esegue la linea del basso, la tromba e/o il french horn e/o il trombone si dividono le parti della chitarra solista mentre l'accompagnamento originariamente di competenza della chitarra o del pianoforte viene distribuito tra tuti gli strumenti ... le percussioni ... è ovvio.
Così sono giunto alla condizione di poter valutare già all'ascolto del brano di Frank se potrà essere adatto alla nostra struttura ... dopodichè si tratterà solamente di sedersi e trascrivere le parti ed assegnarle ai singoli strumenti. Questa è la parte indubbiamente più faticosa e difficile, dal momento che le trascrizioni che suoniamo sono direttamente prese dalle esecuzioni contenute nei dischi, per cui brani come '
Echidna's arf' o 'Black page' possono risultare ostiche nella trascrizione, magari procurare qualche incubo, ma in conclusione non così impossibili.

Alessandro
... hai mai sentito parlare dei cosiddetti 'Wind quintets' inediti di FZ ? ...
Jon Nelson
... non ho mai sentito alcun '
Wind quintet' composto da Frank per quanto conosca molto bene la musica per quintetto di fiati che è contenuta in «Yellow Shark»

Alessandro
... puoi darci qualche particolare sul collegamento con
Captain Beefheart ? ...
Jon Nelson
... il rapporto di
Frank con Beefheart trae origini dalla loro comune frequentazione scolastica giovanile, la nostra connessione con Beefheart è il risultato della conoscenza di Zappa e del comune materiale contenuto in «Bongo Fury».
Dan si è appassionato in particolare di Beefheart e tutti i suoi albums. Il tutto ha seguito la stessa trafile del lavoro con la musica di Frank. Abbiamo ascoltato tutti i suoi dischi cercando attentamente i brani più adatti al nostro ensemble e abbiamo ritenuto sei brani particolarmente adatti, alcuni più complessi di altri. 'Suction Prints' è sicuramente il più difficile, trascritto ed arrangiato da Dan, risulta anche molto difficile da suonare, anche perchè non è una composizione così scontata come le altre. Eseguiamo 'Drop out boogie' che ci diverte sempre molto e anche se non è un brano complicato risulta piacevole per noi e per il pubblico.
Abbiamo idealmente collocato
Frank e Captain Beefheart nella stessa categoria per le loro capacità ed il loro talento nel comunicare le loro interessanti idee da scritte in concetti musicali astratti.

Alessandro
... lasciando Zappa per un momento, quali sono o saranno i tuoi/vostri contatti con il mondo del rock o del pop ( ... se mai vi fossero ...) ?
Jon Nelson
... qualche volta capita che la gente ci interroghi per quale motivo ci siamo interessati alla musica popolare, etnica e jazz dal momento che le nostre origini sono radicate nella musica classica o moderna.
Beh, due sono le ragioni principali ....
Una è data dal fatto che tutti siamo cresciuti ascoltando la radio, o i dischi dei nostri genitori, per cui fatalmente siamo stati esposti alla musica rock, al jazz alla musica commerciale di largo consumo. Abbiamo ascoltato questa musica fin dall'inizio e la cosa ha avuto sicuramente una grande influenza su di noi ... credo che ognuno di noi da adolescente abbia sognato di essere una rockstar sul palco acclamato dalla gente e dalle ragazze urlanti i nostri nomi. L'altra ragione è che abbiamo realizzato che in fondo anche i moderni compositori contemporanei sono stati influenzati dalle stesse forme musicali popolari. E questo fin da
Stravinskij ... che scrisse anche dei rag-time, dei tango e altre forme danzabili ... ad esempio 'L'Histoire du soldat'. I compositori moderni sono stati anche loro influenzati da quanto sopra e abbiamo sentito l'esigenza di sottolineare questa presenza in loro fino alle origini.
Avendo eseguito tutta questa musica ispirata a stilemi di fruizione popolare, abbiamo anche deciso di risalire alla sua forma originaria, prendendo alcune caratteristiche della musica popolare di consumo a nostro modo di vedere interessanti e le abbiamo mescolate nella stessa scaletta di concerto con musica moderna e la 'vera' musica di
Gesualdo, Bach, Albinoni in modo tale che il pubblico potesse sentire che queste musiche erano tra loro in un certo qual modo collegate ... la musica di consumo risulta così non essere distante da quella di Bach ... e Stravinskji venne ispirato ed influenzato da Gesualdo ... Frank venne influenzato ed ispirato da Stravinskji ... per cui, prendendo per riferimento Frank, esiste una linea tra Zappa e Gesualdo.
Ecco il mio punto di partenza, fondamentalmente è possibile tracciare una linea di congiunzione tra qualsiasi compositore moderno e qualsiasi altro antico o autore di temi di larga diffusione - a guardare attentamente è possibile scorgere le possibili connessioni tra loro ...

Alessandro
... è possibile che esista qualcosa atta ad aiutare la diffusione della musica classica moderna in questo periodo ?
Jon Nelson
... per quanto riguarda la diffusione della musica classica io credo esista una sorta di marchio a forte connotazione che - almeno qui negli Stati Uniti - incute un certo timore nella gente. Le persone sono portate a temere tutto ciò di nuovo e a diffidare di ciò che non riescono a capire facilmente ... noi sperimentiamo questo stato delle cosa negli Stati Uniti ... quando andiamo in Europa, e mi riferisco principalmente all'Olanda, abbiamo suonato una composizione composta per noi da
Milton Babbitt ottenendo, alla fine dell'esecuzione, un consenso di gran lunga più significativo di quanto ottenuto qui in USA.
Si tratta probabilmente della composizione più difficile del nostro repertorio attuale e anche il brano più difficile da ascoltare. In Olanda, la gente è così motivata dal sottoporre se stesso ad una sfida nell'approccio con un ascolto di nuove sonorità ... ed ecco perchè allora compositori come
Xenakis, Babbitt e Carter sono molto più rispettati e considerati in Europa piuttosto che negli States ... per cui io credo che qualsiasi cosa si possa fare per rendere la musica classica moderna più alla portata di tutti sia utile per contribuire a risolvere la situazione generale. Gli autori scriveranno musica 'moderna' finno alla fine dei loro giorni e non credo che uno studio sulla vendita di quella musica possa portare ad un condizionamento di quella musica ... in ogni caso ... sarà più semplice per noi esecutori scegliere e portare all'attenzione del pubblico la musica di questi compositori moderni ... e noi crediamo che vi sia ancora tanta musica moderna non ancora eseguita in pubblico ... e non è una buona cosa che essa rimanga relegata in un qualsiasi magazzino e in questo modo non venga mai ascoltata ... perciò noi vorremmo prendere questa musica e farla fruire dal pubblico ... per questo motivo qualsiasi opportunità che faciliti questo intendimento può risultare d'aiuto.

Alessandro
... l'umorismo fa parte della musica classica moderna ?
Jon Nelson
... secondo me l'umorismo appartiene alla musica classica di ogni tempo, i compositori hanno scritto ed inserito motivi spiritosi nella musica per parecchio tempo ... voglio dire ... esiste il cosiddetto 'scherzo musicale', e i compositori hanno usato scrivere questi 'scherzi' a seconda del loro stile e in modo più o meno evidente. Sono convinto che la cosa continuerà, anzi che debba continuare, concedendo in questo modo divertimento per i musicisti nel suonarla e una gradevole sensazione di spensieratezza per il pubblico presente ai concerti.

     

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