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ELIO & FASO (1999)

Pietro Scuderi intervista:

E l i o   e   F a s o

Pietro
... ascoltando attentamente i vostri brani e sfrondandoli dalle parti vocali e dai riferimenti a generi musicali specifici, saltano fuori indubbiamente dei riferimenti alla musica zappiana: in tal senso, come nasce il progetto Elio e le Storie Tese e come si pone di fronte alla musica di Zappa ?.

Elio
... bisogna tornare indietro a quando abbiamo cominciato … insomma, inizialmente io ho fatto studi classici e di musica classica, ma, contemporaneamente, non sono mai stato un grande estimatore della musica classica: ascoltavo principalmente la musica degli anni Settanta e soprattutto il progressive e il rock ... quello fatto bene o che aveva qualche valore ... e quando ho finito questi studi e mi sono diplomato, come tutti quelli della mia età, avevo necessità di soldi e lavoro e allora ho insegnato flauto per un paio d’anni. Però mi annoiavo ... non era il mio campo e contemporaneamente andavo all’Università ... non pensavo che la mia attività sarebbe stata certo questa…così, dopo due anni circa, con questa passione, ho fatto un rapido esame del tipo: 'cosa voglio fare… - mi piace fare buona musica e fare ridere gli altri', o per meglio dire più che far ridere non mi piace annoiare, mi piace fare cose interessanti: la vita è interessante e ognuno di noi può renderla ancora più interessante; così ho lasciato perdere l’insegnamento per tentare di coniugare le due cose.
All’epoca (fine anni Settanta, N.d.R.) il panorama dei gruppi e della musica italiana era piatto …elettroencefalogramma piatto ... c’era qualche fermento nell’ambiente giovanile, almeno, milanese, ma non troppa roba, tant’è vero che io andavo nei localini a sentire qualche gruppo ma mi annoiavo ... questa era la cosa, annoiarsi ... allora ho iniziato a concepire l’idea di fare qualcosa di “alternativo”, per il gusto di fare altro, altre cose, non comunque con l’obiettivo di vendere un sacco di dischi ... ma per migliorare la qualità della vita, o per lo meno della mia e di chi mi stava intorno e ascoltava ... quindi l’obiettivo è sempre stato questo e anche adesso, guardandomi indietro, devo dire che l’abbiamo mantenuto abbastanza.
Poi, facendo un salto molto lungo, adesso, che abbiamo intrapreso quest’attività…e ovvio che devi considerare anche altre cose, devi cercare di vendere dischi, perché altrimenti non puoi andare avanti nel fare quello che vuoi…resta il fatto che nonostante questo bisogno di vendere i dischi, che comunque non ci ha mai portato a comporre delle cose che misconoscevamo, stiamo facendo credo la miglior cosa per noi… per quanto riguarda Zappa, il discorso va iniziato così: Zappa a me piace ed è stato sicuramente una guida, più che musicale, anche se musicalmente molte cose abbiamo, diciamo, 'rubacchiato'…ci siamo ispirati…, proprio come impostazione della vita, come l’aspetto che riguarda l’ironia e l’autoironia continua, il non prendere le cose sul serio ma nello stesso tempo fare delle cose molto seriamente, senza approssimazione, lavorando moltissimo…cose che si intuiscono anche solo ascoltando i dischi di Zappa, cose che ho trovato confermate anche sui libri che parlano di lui o che mi sono state dette parlando con quelli che hanno lavorato insieme a noi, tipo Colaiuta, e avendo detto ciò…in questo mi sono ispirato molto a Zappa, non tanto, ripeto, dal punto di vista della musica, ma per la concezione dell’artista e della carriera di musicista rock… chiamiamolo rock. Poi Zappa non piace a tutto il gruppo, cioè almeno metà del gruppo non è cresciuto con Zappa: i principali fans eravamo, siamo, io e Feiez… e basta…il nuovo componente lo conosce abbastanza…ma quello che gli altri sanno di Zappa, insomma, glielo abbiamo detto noi…il che forse è anche un bene, perché affrontare delle cose, essendo “vergini”, ti da un altro tipo di approccio…e in questo non e che mi voglio fare bello: gli altri del gruppo mi hanno dato invece dei contributi di musica che non avevo ascoltato prima…che so, Faso mi ha introdotto al mondo afro, Mayer al mondo jazz…infatti, il nostro pregio, quello che trovo interessante, e che ognuno di noi può dare un contributo di qualche tipo al risultato finale…al suono complessivo...

Pietro
in un certo senso, voi avete superato Zappa nell’approccio live, soprattutto per potenza e mancanza di vere pause, segno, oltre che di una eccelsa teatralità, anche di una grande base tecnica: avete mai pensato di dedicare maggiore attenzione alla parte musicale libera dai condizionamenti della ritmica del cantato?

Elio
... per approfondire questo argomento ci vorrebbe un’intervista di quattro giorni... la verità e che, innanzi tutto, rispetto ai primi tempi, se hai fatto caso, è diminuito il coefficiente, chiamiamolo, di cabaret, comicità, ed è aumentato quello musicale poi... superare Frank Zappa, non si tratta di superare…ognuno fa quello che è in grado…lui, per capacità sue superiori, sia per il fatto che comunque, con grande sforzo, era riuscito a costruirsi una sua nicchia di mercato in America che, rispetto alla nicchia che ci siamo fatti noi in Italia…è cento volte tanto ... aveva anche le possibilità economiche per poi fare un discorso anche solo artistico, cioè a dire, non penso che se anche avesse venduto 1000 copie di un disco se ne sarebbe fregato…e anche vero che poteva affrontare più a cuor leggero il fatto di non vendere molto di un certo disco, cosa che, nel suo caso, poteva pure anche voler dire vendere nel mondo 100.000 copie, e per uno che vende in tutto il mondo è zero…per noi vendere 100.000 copie vuol dire vivere un altro anno…fare un altro anno di musica, quindi dico questo per dire che non possiamo fare esattamente quello che in realtà avremmo in mente di fare…se fosse per noi, avremmo già fatto uscire un disco strumentale, di robe pazzesche, purtroppo, invece, quando sta per uscire un nostro disco, la cosa che ci viene chiesta e che ci chiediamo noi, per poter vendere il disco, è: c’è un singolo che vada in radio?
Questo è il punto; ogni volta che abbiamo fatto delle cose come piacciono a te o come piacciono anche a me, le vendite sono sempre calate ed è cominciato a calare l’interesse di tutto quello che ruota attorno.

Pietro
quali sono i dischi di Zappa che ti hanno maggiormente ispirato?

Elio
i dischi di Zappa che mi hanno ispirato maggiormente sono quelli degli anni Ottanta, cioè la saga di Joe’s Garage, You are what you is ...e anche un po’ però quelli di prima, tipo Apostrophe('), Over nite sensation, One size fits all e altri vari live ... se me ne chiedi uno in particolar maniera, sicuramente Joe’s Garage.

Pietro
In considerazione della vostra esibizione al Lingotto di Torino, come e secondo quale criterio avete scelto i brani da eseguire, inserendo poi Tell me you love me per Tutti gli uomini del deficiente ?

Elio
... a Torino abbiamo suonato bene, anche perché eravamo reduci dall’esperienza di Sarteano, dove, secondo me, avevamo suonato meglio ... e su Sarteano c’è un aneddoto molto interessante (Faso si mette a ridere ricordandosi dell’accaduto, N.d.R.) da raccontare: avevamo registrato tutti i brani eseguiti durante l’esibizione e, il giorno dopo - suonavamo a Vicchio – al termine del nostro show, il fonico, a nostra insaputa ci ha messo su You are what you is ... noi, che non sapevamo nulla,
uscendo dal palco abbiamo detto: “…e cazzo, senti l’originale” e invece eravamo proprio noi.
Tornando alla scelta dei brani suonati al Lingotto ... andando per esclusione ... innanzi tutto quelli che conoscevamo, poi considerando il fatto che parecchi brani di Zappa sono infattibili oppure fatti a prezzo di fatiche tremende, cioè, o ci dici 'facciamo un disco di Zappa' e voi impostate il vostro anno, invece che sul fare un vostro disco, su un disco di pezzi di Zappa ... questi sono i soldi ...

Faso
(sorridendo) ... si può fare ...

Elio
... ma solo con grande entusiasmo ... senti, i pezzi di Zappa si fanno solo come hobby, come hobby si riescono a fare ... quindi, tenendo conto anche della fattibilità, e anche della formazione ... noi, all’epoca, avevamo due voci, una batteria ... che anche lui aveva ... ma aveva anche altri strumentisti e dei cantanti micidiali ... una roba insomma impossibile da affrontare, ... quindi questi sono stati i criteri di scelta ... considerando anche il sostegno di Bertoncelli, che ci ha aiutato nella cernita.

Faso
Per quanto riguarda Tell me you Love me lo abbiamo scelto perché è venuto molto molto bene ... in realtà a noi faceva impazzire proprio You are what you is, anche in base all’aneddoto raccontato poc’anzi ... ma, poiché avevamo poco tempo per montarla tutta intera, avendo selezionato solo la prima parte, e il finale era un casino a completare ... piuttosto che mettere un pezzo mozzo, abbiamo ascoltato il materiale che avevamo e abbiamo scelto il brano che era decisamente suonato e inciso meglio.

Elio
Per inciso ... non so se sai che viene Ike Willis ...

Pietro
... con gli Ossi Duri ... è possibile un vostro incontro?

Elio
... infatti, lo facciamo ... lo abbiamo organizzato per la fine di aprile ...

Faso
Adesso ti do una prima notizia ... in Svizzera c’è un anfiteatro, un auditorium, veramente ad altissimo livello, concepito per registrare in realtà l’orchestra ... e l’idea è quella di coinvolgere Ike Willis per i brani di Zappa, e montare magari qualcos’altro, e coinvolgere anche alcuni amici musicisti, tipo le coriste che hanno cantato con noi nel disco ... se ce la facciamo ... se potessimo registrare là ... insomma, tra le altre cose, con tutti gli ospiti del caso ... se venisse non so anche Foglia, darebbe un senso ...

Elio
... … sarebbe una figata ... è uno degli obiettivi iniziali di Elio e le Storie Tese: mettere sullo stesso palco Ike Willis con Foglia che ... è tutto dire. Per concludere, ti faccio notare che quando abbiamo vinto il premio di MTV ... ne abbiamo dato comunicazione a Gail Zappa, la quale ci ha mandato una mail dicendo che qualsiasi premio di matrice 'italiana' ha sempre un valore importante per casa Zappa ...


     

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