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Quella che segue
è una breve intervista che Max Bennett, bassista della
leggendaria Hot Rats Band mi ha concesso via e-mail. Ho
voluto contattare Max Bennett in concomitanza con l'uscita di
«Great Expectations» suo nuovo lavoro con la
Maxx Band, disco
di pura fusion ma piacevole ed interessante.
Uno speciale
ringraziamento alla disponibilità di Max e ... buona lettura.
Alessandro
Come hai
incontrato Frank Zappa ?
Max Bennett
... una pomeriggio
ricevetti una telefonata da parte di John
Guerin, che mi chiedeva se avessi potuto
registrare in studio quella stessa sera. Ero libero e quindi
accettai quel lavoro a partire dalle ore 19 ... l'inizio delle
registrazioni di «Hot Rats».
Alessandro
... potresti
raccontarci qualche caratteristica peculiare del lavoro con FZ
dell'epoca ...
Max Bennett
... abbiamo trascorso
qualche serata dedicandola al progetto «Hot
Rats» e
registrando materiale che poi, in seguito, fece parte anche di
«Chunga's revenge» e di altri vari progetti ... dei quali non
ne sono stato a conoscenza fino a tempo dopo, per cui non
ricordo le circostanze delle singole registrazioni ...
Alessandro
... ci risulta tu
abbia partecipato alle registrazioni incluse in:
«Hot
Rats»
'Willie the pimp', 'Son of Mr.Green
genes', 'Little umbrellas',
'The Gumbo variations', 'It must be a
camel'
«Chunga's
revenge»
'Transylvania
boogie', 'Twenty small cigars',
'Chunga's revenge'
«Studio
Tan/Läther»
'Let me take you to the beach'
«The
lost episodes»
'Sharleena'
Max Bennett
... in realtà hai citato un
paio di brani di cui non ho mai sentito parlare prima, ma
ricorda che io ero estremamente impegnato a lavorare in studio
di giorno mentre di notte a suonare 20-25 concerti alla
settimana....
Alessandro
... possiamo ritenere il tuo
lavoro con FZ principalmente in qualità di session-man oppure
hai mai pensato di seguirlo più assiduamente ... e cosa mi
puoi dire della Hot Rats Band ...
Max Bennett
... Frank mi chiamò a casa
circa due mesi dopo le registrazioni in studio chiedendomi di
unirmi al suo gruppo. In un primo momento declinai l'offerta, dal momento che ero
veramente molto impegnato, ma egli mi disse che mi avrebbe
mandato una copia dell'album «Hot
Rats» invitandomi a decidere
solamente dopo aver ascoltato l'album. Ricevuto il disco, fui
davvero piacevolmente impressionato
dalla sua riuscita e quindi decisi di aggiungermi al gruppo
... suonammo per parecchi mesi nei dintorni di Los Angeles
provando di notte ...
Alessandro
... hai qualche anneddoto da
raccontarci a proposito ...
Max Bennett
... durante un concerto all'
Olympic Theater, in centro a Los Angeles dove eravamo il
gruppo principale della serata, nel mezzo del concerto
qualcuno lanciò uno spinello ancora acceso sul palco durante
un assolo di Frank. Egli si fermò e con la
chitarra 'scopò' via' il mozzicone, dopodichè riprese a
suonare finendo con grande calma il suo assolo.
Non so se molti dei suoi appassionati estimatori lo sanno, ma
Frank era spesso molestato dalla polizia a causa della sua
bizzara immagine e modo di vestire, ma la verità era che
Frank era integerrimo, e credo che non abbia mai ecceduto con
nulla se non per qualche brindisi occasionale ...
Alessandro
... eri costantemente
presente durante le fasi della registrazione di «Hot
Rats» ...
Zappa era incline a condividere il lavoro di produzione con
gli altri musicisti del gruppo ?
Max Bennett
... la musica era
completamente scritta e controllata da Frank, fatta eccezione
per gli assoli degli altri componenti la band ...
Alessandro
... ricordi l'atmosfera
durante le sedute di registrazione ... secondo alcuni
musicisti Frank era 'fastidiosamente pignolo' ...
Max Bennett
... era piacevole lavorare
con Frank, ma era un capo molto deciso ... era sempre nel suo
proprio mondo, ma andava bene anche questo ! Io lo
ammiravo per essere originale nella sua musica, e credo che
questo sia una delle ragioni per cui no fu mai tanto popolare
negli USA ... potremmo dibattere sui gusti delle persone, ma
sappiamo di cosa stiamo parlando ... mi hai chisto di problemi
con Frank, ma fintantochè io fui nel gruppo non ricordo alcun
contrasto di natura musicale, penso che la Hot Rats
Band fu
un gruppo aperto e particolare esattamente come Frank aveva
desiderato ... inoltre al tempo il disco riscosse una grante
attenzione, ancora insuperata rispetto a tutti gli album che
aveva pubblicato ... c'era comunque un palese grande
entusiasmo durante le registrazioni che manteneva una bella
atmosfera tra i musicisti coinvolti ...
Alessandro
... perché hai abbandonato
il gruppo ... ?
Max Bennett
... gradatamente la musica
cambiò durante le prove, diventando troppo 'di avanguardia'
per i miei gusti, occupando inoltre troppo del mio tempo, così
decisi di lasciare il gruppo ...
Alessandro
... parlando di FZ in
generale, cosa ne pensi del suo lavoro ... sia quello rock che
quello classico ... ?
Max Bennett
... devo confessare che non
mi sono mai molto interessato alla sua produzione classica, ma
conoscendolo sono sicuro che sia di grande qualità ...
Alessandro
... avendo lavorato con
prestigiose collaborazioni (da Frank Sinatra a
Chuck Berry, da Frank
Zappa a Janis Joplin) quali sono le tue impressioni sul lavoro di
'turnista' in studio ? ... pensi che in questo modo una
esperienza di questo tipo sia di aiuto per la propria
evoluzione espressiva personale ?
Max Bennett
... penso che gli studi di
registrazione offrano una grande opportunità per sviluppare
le proprie prospettive, per suonare una musica alla quale
diversamente non avresti potuto avvicinarti, ed un grande
esercizio per quel tipo di atteggiamento, di vera e propria
disciplina necessaria per diventare un bravo professionista.
Dal canto mio ho imparato moltissimo suonando a fianco di
musicisti molto bravi, tra i più bravi del mondo.
Fortunatamente, gli studi di Los Angeles producono la maggior
parte di colonne sonore per film, documentari e spot pubblicitari e tanti dischi. Tutto questo movimento è molto
utile per un musicista che possiede il giusto talento per
approfittarne ...
Alessandro
... hai iniziato nel 1972 con
LA Express, poi hai proseguito nel 1984 con la tua prima
vera formazione Freeway ... adesso quali cambiamenti vedi
nella scena musicale 'fusion' internazionale ?
Max Bennett
... ricordando gli LA
Express, formati con Tom Scott, passando per
Freeway e la
mia attuale band The Maxx Band,
vorrei dire che sfortunatamente molte delle formazioni che
attualmente suonano il cosiddetto 'jazz contemporaneo' che
potete sentire attraverso le stazioni radiofoniche, sono
pacchiani, scontati e mancanti della più importante
caratteristica del jazz : l'assolo.
Sembra essere una moda ascoltare e spacciare per 'jazz' cose
che non lo sono ... almeno per quanto riguarda gli Stati Uniti
... in Europa sembra siate rimasti al periodo Be-bop,
impegnati a perfezionare il passato, cosa che non mi
interessa. Credo di essere stato fortunato nella mia carriera
ad aver suonato con grandi quali Charlie
Parker, Dizzy Gillespie, Miles
Davis, Stan Getz, etc. che mi hanno aiutato
nella giusta via professionale ... vi sono anche alcune belle
realtà attuali quali Yellow Jackets,
Chick Corea ed altri, ma
qui non li senti per radio comunque ...
Alessandro
... qualche curiosità
durante le registrazioni di «Great
Expectations» ...
Max Bennett
... ho invitato Joe
Sample,
conosciuto fin dai tempi di L.A.Express, per fare qualche
'solo' nel cd. Joe ha uno stile particolarmente 'percussivo'
sul piano acustico al punto che durante il suo assolo arrivò
a rompere il tasto del Do più alto ... del resto quando
suonava il Fender Rhodes in L.A.Express
eravamo soliti
sistemare i tasti ogni giorno prima di ogni concerto serale
...
Alessandro
... programmi ? suonerai
in Italia prossimamente ?
Max Bennett
... sarebbe la cosa più
bella poter venire a suonare in Italia, dove sono stato in
tournee qualche tempo fa ormai ... amo il paese e la gente ...
sono consapevole che i costi sono troppo alti, comunque chissà
mai che un giorno ...
Alessandro
... un ultima domanda 'zappiana'
« esiste l'ironia nella musica fusion ? »
Max Bennett
... riguardo a ciò vorrei
dirti che non ho mai apprezzato l'ironia nella musica fusion,
ma se proposta con gusto una piccola quantità di ironia può
anche starci bene ...
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