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MAX BENNETT (1997)

Alessandro Pizzin intervista:

M a x   B e n n e t t

Quella che segue è una breve intervista che Max Bennett, bassista della leggendaria Hot Rats Band mi ha concesso via e-mail. Ho voluto contattare Max Bennett in concomitanza con l'uscita di «Great Expectations» suo nuovo lavoro con la Maxx Band, disco di pura fusion ma piacevole ed interessante.

Uno speciale ringraziamento alla disponibilità di Max e ... buona lettura.

Alessandro
Come hai incontrato Frank Zappa ?
Max Bennett 
... una pomeriggio ricevetti una telefonata da parte di John Guerin, che mi chiedeva se avessi potuto registrare in studio quella stessa sera. Ero libero e quindi accettai quel lavoro a partire dalle ore 19 ... l'inizio delle registrazioni di «Hot Rats».

Alessandro
... potresti raccontarci qualche caratteristica peculiare del lavoro con FZ dell'epoca ...
Max Bennett 
... abbiamo trascorso qualche serata dedicandola al progetto «Hot Rats» e registrando materiale che poi, in seguito, fece parte anche di «Chunga's revenge» e di altri vari progetti ... dei quali non ne sono stato a conoscenza fino a tempo dopo, per cui non ricordo le circostanze delle singole registrazioni ...

Alessandro
... ci risulta tu abbia partecipato alle registrazioni incluse in:
«Hot Rats»
'Willie the pimp', 'Son of Mr.Green genes', 'Little umbrellas', 'The Gumbo variations', 'It must be a camel'

«Chunga's revenge» 
'Transylvania boogie', 'Twenty small cigars', 'Chunga's revenge'
«Studio Tan/Läther» 
'Let me take you to the beach'

«The lost episodes»
'Sharleena'

Max Bennett 
... in realtà hai citato un paio di brani di cui non ho mai sentito parlare prima, ma ricorda che io ero estremamente impegnato a lavorare in studio di giorno mentre di notte a suonare 20-25 concerti alla settimana....

Alessandro
... possiamo ritenere il tuo lavoro con FZ principalmente in qualità di session-man oppure hai mai pensato di seguirlo più assiduamente ... e cosa mi puoi dire della Hot Rats Band ...
Max Bennett 
... Frank mi chiamò a casa circa due mesi dopo le registrazioni in studio chiedendomi di unirmi al suo gruppo. In un primo momento declinai l'offerta, dal momento che ero veramente molto impegnato, ma egli mi disse che mi avrebbe mandato una copia dell'album «Hot Rats» invitandomi a decidere solamente dopo aver ascoltato l'album. Ricevuto il disco, fui davvero piacevolmente impressionato dalla sua riuscita e quindi decisi di aggiungermi al gruppo ... suonammo per parecchi mesi nei dintorni di Los Angeles provando di notte ...

Alessandro
... hai qualche anneddoto da raccontarci a proposito ...
Max Bennett 
... durante un concerto all' Olympic Theater, in centro a Los Angeles dove eravamo il gruppo principale della serata, nel mezzo del concerto qualcuno lanciò uno spinello ancora acceso sul palco durante un assolo di Frank. Egli si fermò e con la chitarra 'scopò' via' il mozzicone, dopodichè riprese a suonare finendo con grande calma il suo assolo.
Non so se molti dei suoi appassionati estimatori lo sanno, ma Frank era spesso molestato dalla polizia a causa della sua bizzara immagine e modo di vestire, ma la verità era che Frank era integerrimo, e credo che non abbia mai ecceduto con nulla se non per qualche brindisi occasionale ...


Alessandro
... eri costantemente presente durante le fasi della registrazione di «Hot Rats» ... Zappa era incline a condividere il lavoro di produzione con gli altri musicisti del gruppo ?
Max Bennett 
... la musica era completamente scritta e controllata da Frank, fatta eccezione per gli assoli degli altri componenti la band ...

Alessandro
... ricordi l'atmosfera durante le sedute di registrazione ... secondo alcuni musicisti Frank era 'fastidiosamente pignolo' ...
Max Bennett 
... era piacevole lavorare con Frank, ma era un capo molto deciso ... era sempre nel suo proprio mondo, ma andava bene anche questo ! Io lo ammiravo per essere originale nella sua musica, e credo che questo sia una delle ragioni per cui no fu mai tanto popolare negli USA ... potremmo dibattere sui gusti delle persone, ma sappiamo di cosa stiamo parlando ... mi hai chisto di problemi con Frank, ma fintantochè io fui nel gruppo non ricordo alcun contrasto di natura musicale, penso che la Hot Rats Band fu un gruppo aperto e particolare esattamente come Frank aveva desiderato ... inoltre al tempo il disco riscosse una grante attenzione, ancora insuperata rispetto a tutti gli album che aveva pubblicato ... c'era comunque un palese grande entusiasmo durante le registrazioni che manteneva una bella atmosfera tra i musicisti coinvolti ...

Alessandro
... perché hai abbandonato il gruppo ... ?
Max Bennett 
... gradatamente la musica cambiò durante le prove, diventando troppo 'di avanguardia' per i miei gusti, occupando inoltre troppo del mio tempo, così decisi di lasciare il gruppo ...

Alessandro
... parlando di FZ in generale, cosa ne pensi del suo lavoro ... sia quello rock che quello classico ... ?
Max Bennett 
... devo confessare che non mi sono mai molto interessato alla sua produzione classica, ma conoscendolo sono sicuro che sia di grande qualità ...

Alessandro
... avendo lavorato con prestigiose collaborazioni (da Frank Sinatra a Chuck Berry, da Frank Zappa a Janis Joplin) quali sono le tue impressioni sul lavoro di 'turnista' in studio ? ... pensi che in questo modo una esperienza di questo tipo sia di aiuto per la propria evoluzione espressiva personale ?
Max Bennett 
... penso che gli studi di registrazione offrano una grande opportunità per sviluppare le proprie prospettive, per suonare una musica alla quale diversamente non avresti potuto avvicinarti, ed un grande esercizio per quel tipo di atteggiamento, di vera e propria disciplina necessaria per diventare un bravo professionista. Dal canto mio ho imparato moltissimo suonando a fianco di musicisti molto bravi, tra i più bravi del mondo. Fortunatamente, gli studi di Los Angeles producono la maggior parte di colonne sonore per film, documentari e spot pubblicitari e tanti dischi. Tutto questo movimento è molto utile per un musicista che possiede il giusto talento per approfittarne ...

Alessandro
... hai iniziato nel 1972 con LA Express, poi hai proseguito nel 1984 con la tua prima vera formazione Freeway ... adesso quali cambiamenti vedi nella scena musicale 'fusion' internazionale ?
Max Bennett 
... ricordando gli LA Express, formati con Tom Scott, passando per Freeway e la mia attuale band The Maxx Band, vorrei dire che sfortunatamente molte delle formazioni che attualmente suonano il cosiddetto 'jazz contemporaneo' che potete sentire attraverso le stazioni radiofoniche, sono pacchiani, scontati e mancanti della più importante caratteristica del jazz : l'assolo. Sembra essere una moda ascoltare e spacciare per 'jazz' cose che non lo sono ... almeno per quanto riguarda gli Stati Uniti ... in Europa sembra siate rimasti al periodo Be-bop, impegnati a perfezionare il passato, cosa che non mi interessa. Credo di essere stato fortunato nella mia carriera ad aver suonato con grandi quali Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Miles Davis, Stan Getz, etc. che mi hanno aiutato nella giusta via professionale ... vi sono anche alcune belle realtà attuali quali Yellow Jackets, Chick Corea ed altri, ma qui non li senti per radio comunque ...

Alessandro
... qualche curiosità durante le registrazioni di «Great Expectations» ...
Max Bennett 
... ho invitato Joe Sample, conosciuto fin dai tempi di L.A.Express, per fare qualche 'solo' nel cd. Joe ha uno stile particolarmente 'percussivo' sul piano acustico al punto che durante il suo assolo arrivò a rompere il tasto del Do più alto ... del resto quando suonava il Fender Rhodes in L.A.Express eravamo soliti sistemare i tasti ogni giorno prima di ogni concerto serale ...

Alessandro
... programmi ? suonerai in Italia prossimamente ?
Max Bennett 
... sarebbe la cosa più bella poter venire a suonare in Italia, dove sono stato in tournee qualche tempo fa ormai ... amo il paese e la gente ... sono consapevole che i costi sono troppo alti, comunque chissà mai che un giorno ...

Alessandro
... un ultima domanda 'zappiana' « esiste l'ironia nella musica fusion ? »
Max Bennett 
... riguardo a ciò vorrei dirti che non ho mai apprezzato l'ironia nella musica fusion, ma se proposta con gusto una piccola quantità di ironia può anche starci bene ...

     

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