Traduzioni disponibili

     
 
     

 

 

traduzione ed adattamento di Alessandro Pizzin
© 1999 Del-Fi Records

Questa è la traduzione dell’intero libretto che accompagna la pubblicazione del CD CUCAMONGA prodotto dalla DEL-FI records Inc di Los Angeles. Ho deciso di proporvi la mia traduzione perché ho sempre sostenuto l’importanza di ‘collocare correttamente nello spazio e nel tempo’ le prime fasi della carriera artistica di Zappa, non fosse altro perché risultano essere sorprendentemente anticipatorie di quelli che sarebbero stati alcuni tra i temi fondamentali del suo modo di agire nel campo della musica e del sociale.  L’assoluta ricerca dell’indipendenza, la necessità e la lucida determinazione nell’arrangiarsi alla meglio per ottenerla sono fattori di grande peso nella comprensione della gestione della sua attività manageriale.

Inoltre un vero e proprio articolo che descrivesse i primi anni di Zappa non era mai stato pubblicato sul DEBRA KADABRA e questo ha rappresentato un motivo in più per cimentarmi con la traduzione di queste note redatte da Bryan Thomas responsabile della promozione della DEL-FI. In alcune parti ho adattato il testo originale ad una più scorrevole lettura italiana, mantenendo inalterato il concetto, ma elaborando la forma rendendola più consona per la nostra lingua.

 

FRANK ZAPPA (1940-1993) è stato una di quelle rare persone che realmente hanno meritato l’aggettivo di ‘genio musicale visionario’. Sorta di Don Chisciotte moderno, Zappa amò mandare in crisi le paludate istituzioni musicali delle principali case discografiche internazionali ed uso’ la propria musica per ridicolizzare le tipiche manifestazioni e gli atteggiamenti di quel periodo. Il fatto che egli disprezzasse l’uso di droghe proprio durante l’affermazione dell’era Hippy degli anni ’60 fu realmente notevole, se non addirittura incredibile. Derek Taylor - proprio in quegli anni ufficio stampa dei Beatles - ebbe a dire che «...Frank Zappa era già ‘fuori’ di per se’, senza il bisogno quindi di assumere alcuna sostanza o di vestirsi in modo stravagante.» Intorno al 1963 Frank già aveva cominciato quella anticamera della personalissima rivoluzione e cercando una collocazione per le proprie produzioni musicali si recò nell’ufficio di Bob Keane alla Del-Fi Records in Hollywood.

 

In quell’occasione egli offrì a Keane (leggendario produttore di talenti quali Ritchie Valens, Chan Romero, e quel fulmine a ciel sereno che furono i Lively Ones nel panorama della surf music) la possibilità di pubblicare alcune delle sue prime composizioni, opportunità che Keane peraltro colse.
La raccolta di singoli compilata in ‘CUCAMONGA’ avrebbe rappresentato la prima fase di una meravigliosa carriera come musicista capace di combinare tra loro tutti i generi in cui egli stesso era appassionato, dalle ‘brillantinate’ melodie R&B di East Los Angeles, al Doo-Wop della costa occidentale comprese le canzoncine di racconti umoristici ... tutte musiche che lo stesso Keane aveva prodotto e pubblicato attraverso le suo differenti etichette discografiche.
Quando Frank Zappa varcò le porte spalancate dell’ufficio in Selma Avenue della DEL-Fi Keane avrebbe potuto subito affermare che quel tizio era veramente un po’ particolare, e del resto Frank Zappa è sempre stato un tipo particolare ...
Figlio di immigranti siciliani con origini greco-arabe, Frank nacque il 21 dicembre del 1941 a Baltimora, nel Maryland. Il padre era un ingegnere che lavorava per l’esercito, costretto quindi a trasferirsi piuttosto spesso durante la sua infanzia fino ad arrivare a risiedere in Salinas (California), un centro prevalentemente abitato da contadini Filippini e Messicani immigrati. In questo senso la famiglia di Frank non rimase mai a lungo in uno stesso luogo, rendendo così impossibile una totale ‘integrazione’ ad una qualsiasi comunità da parte del giovane Frank che in questo modo divenne una sorta di ‘straniero perenne’, un ‘eterno ‘esterno’ che si compiacque non poco del suo ‘essere al di fuori di tutto e tutti’, riconoscendosi molto spesso come un Freak.

 

Da adolescente Frank acquistò una batteria ed provò ad imparare a suonare tutti i tipi di musica venendo attratto più spesso da generi quali il blues ed il Rythm’n’Blues o i primi esempi di Rock’n’roll di artisti neri quali Little Richard o Hank Ballard & The Midnighters. Proprio nella sua autobiografia ‘The Real Frank Zappa book’ Zappa scrive : «... da adolescente, ero estremamente eccitato dal rock suonato da una formazione di bianchi...» (e da ricordare anche che Zappa una volta registrò ‘Slippin and slidin’ di Little Richard, ma con essa non ebbe molto successo nei confronti di Milt Rogers della A&R che giunse a dire «... le chitarre sono troppo distorte...».
Di lì a poco la famiglia Zappa si trasferì a San Diego, dove Frank fu esposto a ciò che lui definì ‘sottocultura imbrillantinata’ e formò il suo primo gruppo musicale con il quale eseguiva classici del R&B, The Ramblers, ed iniziò a frequentare i negozi di dischi per cercare rarità R&B e Blues. Studiò anche musica classica e composizione jazz, iniziando a scrivere composizioni orchestrali e sinfoniche, con uno stile piuttosto fuori dagli schemi a dominarne l’ispirazione.

 

Una volta Zappa dichiarò pubblicamente che riteneva ‘diaboliche’ le canzoni d’amore, «...odio i testi delle canzoni d’amore e credo che una delle ragioni per le precarie condizioni mentali di buona parte della popolazione degli Stati Uniti, dipenda proprio dalle canzoni d’amore ...rappresentano una via di autosuggestione inconscia per l’individuo che si crea delle meravigliose aspettative che però non sarà mai in grado di vivere realmente...».
La famiglia Zappa si trasferì nuovamente a Lancaster (California), dove incontrò un’altro tizio particolare tale Don Van Vliet. I due diventarono amici e presto iniziarono a suonare insieme. Frank allestì una ‘desert R&B band’ (‘gruppo Rythm&Blues da deserto’) con anche James “Motorhead” Sherwood chiamata The Blackouts e caratterizzata da una sorta di zibaldone etnico di musicisti bianchi, neri e messicani tra i quali Wayne Lyles, Terry Wimberly, Johnny e Carter Franklin, Ernie Thomas e Dwight Bement.
In occasione di un’intervista con la fanzine inglese T’mershi Duween Motorhead nel 1993 affermò che «...Frank era solito sedersi sul prato davanti alla scuola superiore dove ero matricola con la sua chitarra acustica, una vecchia chitarra con i tasti e le corde molto malmesse, tutta bruciacchiata perché era stata nel fuoco ... cominciammo a frequentarci scambiandoci dischi e da allora siamo diventati amici ... era il 1956.»

 

Inizialmente Frank suonò la batteria, ma imparò gli accordi base della chitarra da suo fratello Bobby Zappa. Fu molto veloce nel migliorare la sua tecnica chitarristica studiando gli assoli di chitarra dei suoi musicisti preferiti quali B.B.King, Guitar Slim, e Johnny ‘guitar’ Watson, il cui album “Three hours past midnight” esercitò una grande influenza nell’eclettico approccio con gli assoli che Frank ebbe in futuro. Zappa lasciò i Blackouts nel giugno del 1958 decidendo di diventare chitarrista a tempo pieno nelle prossime sue bands, Th Omens (o, a seconda di chi vi racconta la storia, il nome potrebbe essere The Soots). Egli iniziò a scrivere letteralmente centinaia di canzoni clonate di R&B mentre frequentava il liceo di Antelope Valley, addirittura registrandone alcune all’interno della classe vuota dopo la lezione. Ancora Motorhead ricorda «...Frank e Bobby si trasferirono ad Ontario ed io iniziai a suonare con loro per un po’ di tempo. Frank formò più di un gruppo ad Ontario con cui voleva sempre partecipare ai concorsi per gruppi emergenti ... era una sua fissa.».

 

Dopo il diploma, Frank iniziò a frequentare lezione di musica al Chaffey College di Alta Loma, prima citta’ studentesca della California, ed iniziò a comporre la musica per un ‘super economico film di CowBoy’. Zappa aveva allora vent’anni e come egli stesso ricordò durante un’intervista con la rivista Hustler «...era intitolato Run Home Slow ... e conteneva alcuni momenti piuttosto divertenti. Con protagonisti quali una malvagissima contadina, una ragazza ninfomane ed un gobbo tuttofare chiamato Kirby che alla fine si farà la ninfomane nel granaio, vicino alla carcassa putrida dell’asino morto della famiglia». Frank iniziò a fare delle registrazioni con due amici Ronnie e Kenny Williams, due fratelli che furono realmente in grado di competere in fatto di bizzarria con le sue sperimentazioni.
E proprio una delle attitudini di questi due ragazzi era quella di conservare l’urina di Kenny e di una certo giovanotto di Lancaster tle Motorthead Sherwood in grandi bidoni fin a quando veniva popolata da una ‘forma di vita indigena’. Zappa rese immortale questo aneddoto di quei tempi grazie alla canzone ‘Let’s make the water turn black’ che apparve pubblicata sul disco ‘WE’RE ONLY IN IT FOR THE MONEY’. Una ulteriore bizarria dei fratelli Williams consisteva nel appiccicare le caccole del proprio naso sul vetro di una finestra per vedere quanto spesso potessero riuscire a rendere quello strato organico. Ronnie era anche chitarrista di un gruppo chiamato The Masters che aveva pubblicato un singolo intitolato ‘Break time’ per una piccola etichetta di Cucamonga il cui produttore-proprietario era Paul Buff. Fu proprio Ronnie che fece incontrare Frank e Paul nel 1960 e non c’è dubbio che Buff sarebbe diventato di li a poco una evidente personalità influente per Frank in quel periodo. Paul Buff si descriveva come un ‘meccanico musicale’, ma era anche un compositore ed un musicista nonché un mago dello studio di registrazione. Buff - che adesso è un rispettato ed affermato produttore discografico residente a Nashville nel Tennessee - aveva studiato tecnica elettronica durante una sua breve esperienza lavorativa presso il corpo dei Marines lavorando per la General Dynamic (una fabbrica missilistica stanziata a sud della California) prima dei lasciare definitivamente il mondo delle fabbriche d’armi ed immergersi nel music business. Egli costruì il suo studio di registrazione, il Pal Recording Studio, all’interno di un asilo diurno per dipendenti di una industria di Cucamonga.

 

Lo studio venne creato come affiliato alla Pal-O-Mine music publishing, casa editrice dei suoi genitori.
Le finestre stesse dello studio con i vetri completamente oscurati davano al tutto un certo qual senso di misterioso, di spettrale, una situazione che di fatto fece si che alcuni uomini d’affari della zona neanche sapessero dell’esistenza di uno studio di registrazione. E quelli che ne erano al corrente osservavano con molta attenzione, alla ricerca di un qualsiasi segno che confermasse le dicerie leggendarie sulle bizzarre attività che in esso si svolgevano. Per un certo periodo Buff visse proprio in quello studio insieme a due componenti della Sonny Wilson band, che con lui alla batteria suonavano in squinternate birrerie fino ad ore tarde nella notte. Buff ricorda che non furono rare le volte in cui avendo un cliente prenotato lo studio fin dal mattino presto fu costretto a far sloggiare dallo studio ‘gli abitanti’ in tempo utile per riassettarlo e renderlo presentabile e dignitoso luogo di lavoro. Buff - che ha accettato cortesemente di essere intervistato proprio per la stesura di queste note di copertina - costruì il suo mixer (alloggiata all’interno di una valigetta di una donna dell’Esercito della Salvezza) e un registratore artigianale autocostruito a cinque tracce con il quale egli era in grado di sovraincidere materiale con tanta abilità quale quella paragonabile al leggendario Les Paul con le sue prime chitarre. Comunque, la vera ‘arma segreta’ dello studio di Paul Buff era la sua macchina per la realizzazione di lacche pronto ascolto, con la sua puntina che lavorava ‘a caldo’ nonché la leggendaria apparecchiatura per aspirare durante la lavorazione i rimasugli di lacca dalla superficie del disco «... una aspirapolvere usata, una vecchia Kenmore, posizionata in sala regia e con un tubo lungo dieci piedi incollato con del nastro adesivo alla testina della puntina» - ricorda proprio Buff. Quella era la macchina che era in grado di trasformare le registrazioni su nastro direttamente su vinile, permettendo in questo modo a Zappa ed ai suoi soci una maggiore libertà e disinvoltura di approccio nei confronti delle maggiori case discografiche che avveniva già con un prodotto già ‘pronto-per-la-vendita’.
All’inizio Buff si impegnò duramente per imparare a suonare diversi strumenti e tra questi il pianoforte, il basso e la batteria. Imparò a suonare un sassofono in in fine settimana perché aveva bisogno di una parte di sax in una delle sue registrazioni. Organizzò lo staff del ‘Pal studio’ che venne formato da un’insieme di musicisti talentuosi quali lui stesso, Frank Zappa e Dave Aerni (che successivamente produsse The Tornadoes), e uno scafato cantante di quello che noi chiameremmo ‘gruppo di balera’ Ray Collins, oltre a qualche altro personaggio. Questo gruppo si rivelò una sorta di ‘setta segreta’ dal momento che trascorsero la maggior parte del loro tempo insieme per registrare e sperimentare con la musica. Buff era ben conosciuto per la sua capacità innovativa nella tecnica di registrazione e fu proprio lui ad introdurre Zappa al concetto della registrazione ‘multitraccia’ e perfezionò la rivoluzionaria tecnica di ‘distanza dai microfoni’ che forniva alle registrazioni effettuate al Pal Recording Studio quella particolare ‘presenza’ sonora’. Buff spiega che lo sviluppo di queste tecniche di registrazione erano in realtà il risultato del fatto che « la terribile risposta acustica dello studio non avrebbe permesso una registrazione con una ‘normale’ tecnica di ripresa sonora che avesse ripreso l’ambiente circostante ...» Ciò che in effetti ne risultò fu il prodotto dell’influenza d’ascolto che avevano provocato in lui le registrazioni di batteria e delle chitarre nella ‘surf music’ di allora.
Un giorno dell’inverno 1962, un vecchio compagno di scuola di Buff arrivò presso lo studio accompagnato da quattro giovani adolescenti ... una band surf che si chiamava The Surfaris. Buttarono giù velocemente una canzone e nel mentre essi stessi stavano smontando la loro strumentazione Buff ricordò loro che solitamente un disco ha DUE facciate, ma loro non avevano un secondo brano e così composero ed arrangiarono lì per lì un pezzo al volo. Dopo quaranta minuti registrarono ‘Wipeout’, che fin dalla sua prima pubblicazione divenne un classico dello stile surf cosa questa che fece accorrere molte surf bands al Pal recording Studio. Buff produsse anche Terre & Johnnie ‘Your tender lips’ (Donna 1365) e il singolo ‘Queen of my heart’ che divenne un significativo successo per due artisti Rene & Ray sotto contratto con l’etichetta DELFI/Donna.
Le sedute di registrazione che videro Zappa protagonista al Pal Studio di Cucamonga furono diverse e diversificate tra i vari generi, in grado di combinarli a loro volta in uno stile nuovo, una sintesi di satira ed esperimenti musicali dadaisti. Su tutto comunque l’ironia e lo spirito furono come sempre la chiave di lettura della sua musica. Buff ricorda di aver suonato molti strumenti nelle prime composizioni di Zappa, ma non perché Zappa stesso non ne fosse in grado, piuttosto semplicemente perché «... a Frank piaceva il suono grezzo che riuscivo a tirar fuori da quegli strumenti ... infatti se ascoltate quelle registrazioni e sentite un suonare un tizio piuttosto in difficoltà con il ritmo ... beh, quello sono io!». Ancora Buff sostiene che lui e Zappa erano «... il tipico esempio di due persone completamente all’opposto l’una dall’altra, ma straordinariamente simili per certe caratteristiche peculiari. Egli era estroverso e musicista particolarmente talentuoso, io ero introverso e schivo, eppure entrambi molto in sintonia per l’arte dell’uso dell’elettronica ... eravamo guidati dalla necessità di collaborare insieme nell’ottenere dalle risorse che avevamo a disposizione qualsiasi cosa ci venisse in mente di ottenere ... e per ottenere quanto desiderato in caso di mancanza di risorse ... allora le CREAVAMO direttamente.».
Nel tentativo di dare una qualche definizione di Frank Zappa e della sua musica Buff sostiene la sua tesi in questo modo : «...io posso dire di aver avuta una certa familiarità con Frank e devo dire che a mio avviso egli era la persona in assoluto meno arrogante io abbia mai conosciuto. Era perfino indignato al pensiero che esistessero colore che rincoglionivano un gran numero di persone grazie ai cosiddetti “idoli” ... le “supertars”, ciò che Frank invece proponeva era non l’ARROGANZA ma L’ORGOGLIO per tutti coloro che avevano il coraggio di uscire dal ‘tan-tran’ della normalità utilizzando il proprio cervello ... lui - come del resto io - era una persona che credeva nell’individualità.»
Zappa iniziò a prendere in considerazione un sistema per trovare un qualche sbocco per le sue produzioni ed iniziò a frequentare la zona del “Record Row”, a Selma Avenue, dove avevano sede parecchie etichette indipendenti, specie tra Vine Street e Cahuenga Boulevard. Parte di questo materiale - che lo stesso Zappa arrivò a definire «stramberie musicali organizzate» - sarebbero poi diventate parti integranti del suo disco “Hot Rats” - circolò attraverso queste etichette di Los Angeles, riscuotendo ben poco interesse nei primi anni ’60 ... e questo finchè non incontrò Bob Keane.
Zappa entrò nell’ufficio di Keane con molti nastri, chiedendo al proprietario della DEL-FI di ascoltarli con particolare disposizione d’animo e ‘apertura mentale’, cosa che Keane fece giungendo ad apprezzare quanto aveva ascoltato. I primi due brani ad essere pubblicati furono due canzoni di Buff “Slow bird/Blind man’s Buff” (Donna 1376) che uscirono nel gennaio del 1963.
In marzo Keane pubblicò il singolo di Baby Ray & the Ferns “How’s your bird ?” che vedeva la partecipazione come cantante solista di Ray Collins. Il titolo della canzone derivava da una classica espressione dell’allora famoso conduttore televisivo Steve Allen che, proprio nelle sue trasmissioni era solito ospitare personaggi locali talentuosi ma piuttosto strampalati. Questo singolo rimane a tutti gli effetti un vero ‘classico da culto’ zappiano, il più puro esempio della capacità di Zappa nel mescolare il Doo-wop ed il Rhythm’n’blues della zona Est di Los Angeles.
«...Credo che “How’s your bird ?” diede a Frank la giusta carica per produrre quel tipo di musica che poi sarebbe giunto a comporre nei suoi anni futuri» dice Buff «dopo aver tentato inutilmente di essere invitato allo Steve Allen Show come musicista serio, decise di provarci con un approccio differente. Una sera venne da me e mi disse «bene, sarò ospite dello Steve Allen Show la prossima settimana » al che io gli chiesi come avesse fatto a farsi invitare e lui mi rispose: ho detto loro che avrei suonato una bicicletta».
Così Zappa scrisse una assurda composizione che lui stesso intitolò “Cyclophony”. «Poi quando fu ospite in televisione si piazzò al centro del palco ed iniziò a produrre rumori come se la bicicletta fosse uno strumento a percussione, invitando lo stesso Allen a soffiare dentro il manubrio della bicicletta...» ricorda ancora Buff. Zappa suonò i raggi delle ruote della bicicletta con delle bacchette da batteria mentre con l’archetto di un violino attraverso gli stessi raggi produceva altri suoni bizzarri. Da parte sua Allen rivolgendosi a Zappa disse «Mi congratulo per la sua capacità artistica di guardare avanti...» poi scherzando disse ancora «...per quello che concerne la sua musica ... non si faccia più vedere da queste parti !».
Il secondo lato di “How’s your bird ?” fu “World’s greatest sinner”, un brano che Zappa aveva scritto qualche anno prima come parte della colonna sonora del film omonimo. Il film - diretto da Tim Carey - conteneva molte canzoni che sarebbero state destinate a riapparire nelle future pubblicazioni di Frank.
Ritiratosi dalla scuola che frequentava, Frank decise di dedicare il suo tempo totalmente alla composizione musicale di colonne sonore per film. Zappa all’epoca aveva ventun’anni e di quello stesso periodo, qualche anno dopo ebbe a dire «...un periodo schifosissimo della mia vita !».
Un secondo singolo di Paul Buff ma accreditato a The Pauls venne pubblicato qualche mese più tardi “Cathy my angel” e “’til September” (quest’ultima scritta da Buff e Dave Aerni) (Donna 1379).
Di li a poco, Buff e Zappa vennero presentati al DJ Art Laboe, proprietario dell’etichetta Original Sound di Hollywood. A Laboe piacquero molto due canzoni di Zappa, in particolare “Memories of El Monte” scritta per gli appena ri-formati The Penquins scelta per far ritrovare al gruppo un nuovo successo dopo quella “Earth Angel” che era diventata un grande classico nel 1954.

 

In data 1 Agosto 1964 Frank Zappa acquistò il Pal Studio da Paul Buff pagando solamente i $1,000 necessari per il contratto rinominandolo poi “Studio Z”. Ma dal momento che Zappa aveva ben pochi soldi, Buff accettò di prendere -al posto di una parte di denaro - la Fender Jazzmaster, il vibrafono e il vecchio set di batteria di Frank.
Uno dei singoli realizzati allo “Studio Z” e prodotti per la Original Sound quell’anno fu “Mr.Clean”/”Jesse Lee” (OS 40) a nome Mr.Clean. Zappa suona tutti gli strumenti in entrambi i brani mentre Paul Buff opera alla consolle in registrazione. Zappa realizzò anche altri brani per la casa di produzione di Bob Keane Donna records, compresi anche i brani “Dear Jeepers” e “Letters from Jeepers” (Donna 1380) scritti su misura per il DJ di Los Angeles Bob Guy e il singolo “Cradle rock” / “Everytime I see you” per la band di East Los Angeles The Heartbreakers. In particolare da notare che “Everytime I see you” scritta con Ray Collins venne riproposta addirittura da The Romancers, un gruppo che aveva riscosso molto successo con un brano molto ballato all’epoca “The slauson shuffle”.

 

Aiutato dall’amico Dave Aerni, Buff suonò, registrò e produsse “Heavies” e “The cruncher” (quest’ultima ospitando Mike Dineri al sassofono) che vennero pubblicate dalla Original Sound (OS 41) con il nome di The Rotations oltre che prestare la propria opera di tecnico del suono e - saltuariamente di musicista - in una’altra produzione della Original Sound, l’album dei The bongo trees intitolato “Surfin’ bongos”.
Nel frattempo Zappa decise di voler coinvolgere più musicisti per registrare nello Studio Z. Ansioso per dare una maggiore notorietà allo studio stesso invitò alcuni giornalisti locali per presentare il suo progetto più recente, un fil intitolato “Captain Beefheart vs. the Grunt People” che vedeva protagonista un suo vecchi amico, tale Don Van Vliet nel ruolo del ‘Capitano Cuore di Bue’ (un nome d’arte che lo stesso Van Vliet adottò per la sua carriera artistica registrando con il suo gruppo Magic Band diversi albums per l’etichetta di Zappa, la Straight Records tra il 1967 e il 1969.
« Aveva trasformato lo studio in quella che lui immaginava fosse una astronave tipica di un film di fantascienza di scarso livello » ricorda ancora Buff «mi ricordo perfettamente ancora oggi la sua evidente eccitazione per giungere ad un simile risultato, chiedendomi qualsivoglia scarto di materiale elettronico, specialmente metri e metri di cavi che lui poi colorava con vivaci colori fluorescenti ed annodava tra loro in differenti punti della stanza. Ricordo che l’ultima volta che vidi lo Studio Z per poter accedere al bagno dovevi uscire dalla navicella e scivolare carponi attraverso un tunnel posto sotto di essa per sbucare proprio nel bagno. Ciò sottolinea e dimostra ancora una volta che la necessita è la Madre di tutte le Invenzioni.»
Ma subito dopo l’acquisto dello Studio Z un nuovo problema si affacciò all’orizzonte, infatti lo Sceriffo della contea di San Bernardino iniziò ad avere dei sospetti allorchè apparve su un giornale locale un trafiletto che reclamizzava la possibilità di ‘girare dei film’. Venne mandato ad investigare il sergente Jim Willis della locale squadra di polizia che ovviamente dedusse che il luogo fosse deputato a girare filmini osceni. Perciò sotto le mentite spoglie di un regista propose a Frank di registrare la colonna sonora per un suo film erotico. Stabilirono un compenso di $300 e in questo modo Willis non dovette far altro che aspettare di far scattare la trappola.
Nel frattempo Zappa aveva cominciato a frequentare la bella Lorraine Belcher che si era trasferita e faceva parte della staff dello studio. Frank le propose di partecipare alla registrazione di ‘un nastro di rumori d’ambiente di un’incontro d’amore’ e lei accettò la cosa. I due saltarono su e giù da un vecchio e cigolante letto a molle, simulando quelli che Frank più tardi definì «esagerati sospiri e mugolii conditi con rumori di vecchie molle di un letto, ma nessun vero elemento di sesso reale». Allorquando Willis tornò allo studio aveva solamente $50 ma era accompagnato dall’intera squadra investigativa della contea di San Bernardino per mettere in atto il blitz. I soldi che Willis aveva portato con se, non erano esattamente quanto pattuito tra i due, ma seppur riluttante Zappa li accettò ... cosa questa sufficiente per arrestarlo ed incriminarlo con l’imputazione di ‘associazione a delinquere per la produzione e la vendita di materiale pornografico e sospettato di praticare perversioni sessuali’. I sottufficiali Jim Mayfield e Philip Pointers si preoccuparono di redigere dettagliati documenti che provavano la assoluta pericolosità di Zappa per la locale comunità. Paul Buff si presentò alla prigione locale intorno alle 2 della mattina successiva per pagare $80 per la cauzione momentanea.
Il Quotidiano dell’Ontario dedicò molto spazio al processo, soprattutto alla descrizione dettagliatissima ed accuratissima della bella Mrs Belcher «prorompente rossa di capelli dalle forme perfette» omettendo curiosamente qualsiasi descrizione di Frank. Le accuse nei suoi confronti furono subito archiviate ma al contrario Frank fu ritenuto colpevole e scontò dieci giorni di una condanna a sei mesi nel braccio C del carcere circondariale di San Bernardino ... come Zappa disse poi «una vera galera ... una brutta galera !».
Rimase sotto sorveglianza della polizia per tre anni e gli venne impedito di frequentare donne al di sotto di 21 anni se non accompagnato da maggiorenni.
Da questa esperienza Zappa ne trasse un preciso insegnamento sull’affrontare le istituzioni. Lo Studio Z e quanto in esso contenuto venne raso al suolo, comprese le scene dipinte e preparate a mano di Captain Beefheart vs the Grunt People (Frank poi venne a sapere che la strada dove era situato lo Studio Z era stata allargata in quell’occasione, ma probabilmente il clamore intorno alla vicenda dello Studio Z probabilmente aveva ulteriormente motivato le autorità locali ad una scelta in quella direzione). Per aggiungere un ulteriore offesa alla persona di Zappa le autorità locali lo giudicarono ‘non adatto’ a far parte dell’esercito degli Stati Uniti.

 

 Questa esperienza provocò dei profondi cambiamenti in Zappa, che si trasferì in un piccolo appartamento di due stanze ad Echo Park, nella periferia a sud est di Hollywood lavorando part-time per la Wallich Music City ad appena due isolati dalla sede della Del-Fi, concentrandosi sugli sviluppi futuri e sulla possibilità di riprendere a suonare con una nuova band. Nel 1977 Zappa dichiarò ad un giornalista di Guitar Player «...all’epoca il mio gruppo si chiamava The Muthers ed era un trio con Les Papp alla batteria e Paul Woods al basso. Lavoravamo presso un locale chiamato The sinners’n’saints Club dove le cameriere se necessario saltavano sui tavoli ...».
Di li a poco un gruppo di tipico sound R&B della zona Est di Los Angeles chiamato The soul giants venne influenzato dalla presenza di Frank al punto tale da cambiare radicalmente l’assetto, richiamando il vecchio amico Ray Collins, il bassista Roy Estrada ed il batterista Jimmy Carl Black.

 

Molto presto cambiarono anche il nome prima in Captain Glasspack & His Magic Mufflers, poi nel ben conosciuto The Mothers.
Il resto ... come si dice in questi casi ... E’ STORIA ! ! !

 

     

torna all'inizio