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MOTHERS OF INVENTION - Joe's Corsage |
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Questa volta
sembrerebbe inopportuno lamentarsi della Vaulternative Records
(emanazione oscura della volontà degli eredi legittimi) perchè la nuova
inattesa uscita discografica dedicata al materiale tratto dall'archivio
di registrazioni contenute e gelosamente conservate nel VAULT sembra
aver proprio colto nel segno. Innanzitutto doverosi i complimenti a Joe
Travers che - guidato, consigliato o costretto ... non lo sapremo mai -
ha saputo sfornare un prodotto decisamente all'altezza delle aspettative
degli appassionati. Un vero materiale d'archivio (stiamo parlando di
registrazioni datate 1964/1966) perfettamente compilato e proposto in
una veste sufficientemente esauriente per informazioni e note di
copertina.
Alessandro Pizzin |
| Traccia 01 |
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Intervistatore: A
chi è venuta l'idea di chiamare la band MOTHERS OF INVENTION Frank Zappa: A me Intervistatore: cioè... Frank Zappa: beh, diciamo che c'e' stata una certa forzatura nei miei confronti, il gruppo originariamente si chiamava semplicemente THE MOTHERS ed avevamo un contratto discografico con la Verve records, una affiliata alla MGM. Fu proprio la MGM a non voler scritturare un gruppo con un simile nome ... lo ritenevano osceno. Ci proposero di cambiarlo in THE MOTHERS AUXILIARY. Cosi', per necessità diventammo THE MOTHERS OF INVENTION ... è abbastanza banale Intervistatore: certo Frank Zappa: ma è esattamente quello che è successo! |
| Traccia 02 |
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| Traccia 03 |
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| Traccia 04 |
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| Traccia 05 |
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Tracce 2-5 provenienti da registrazioni in
concerto rimasterizzate da FZ e Bob
Stone
21.03.1989 Originali 4-tracks databili 1965 (bobine 1/2 di pollice). Registrazione demo-tape La formazione: FZ - chitarra, voce Ray Collins - voce, tamburino Henry Vestine - chitarra Roy Estrada - basso, voci Jim Black - batteria |
| Traccia 06a |
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Intervistatore:
Come si è formato il
gruppo? Frank Zappa: Loro stavano lavorando come band... il cantante solista Ray Collins, il bassista Roy Estrada ed uno dei batteristi, Jim, lavoravano in un locale, in un bar di una piccola cittadina in California con altri musicisti. Ci fu un diverbio tra Ray ed il chitarrista e quindi avevano bisogno di un rimpiazzo cosi' mi chiamarono. Andai la ed iniziai a lavorare con loro e mi sembrò che il tutto suonasse abbastanza bene. |
| Traccia 06b |
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| Traccia 07 |
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| Traccia 08 |
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Tracce 6-8 provenienti da registrazioni in
concerto
Originali stereo databili 1964/1965 (bobine 1/4 di pollice). il luogo della registrazione potrebbe essere The Broadside, Pomona, CA. La formazione è quella tipica del periodo pre-Verve attivo nei circuiti dei locali della zona. FZ - chitarra, voce Ray Collins - voce, tamburino ed armonica Roy Estrada - basso, voci Jim Black - batteria |
| Traccia 09 |
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Rivedendo ancora la ragazza Che ho lasciato quando me ne sono andato Per avventurarmi in questo grande mondo Spero lei provi le stesse cose per me Quello che provava prima che io me ne andassi via Per avventurarmi in questo grande mondo Io so che amo quella ragazza E spero che lei voglia ancora che io sia Il suo solo e unico ragazzo Rivedendo quella ragazza che amo Sono così felice che potrei anche piangere Sono tornato per riabbracciarla nuovamente E dirle che non ho nessuna intenzione Di lasciarla mai più La amo così tanto Che proprio non vedo l'ora di abbracciarla E non ho proprio l'intenzione di lasciarla più Lo so, amo quella ragazza E spero che lei voglia ancora che io sia Il suo solo e unico ragazzo Rivedendo quella ragazza che amo Sono così felice che potrei anche piangere Aspetto solo il giorno in cui Anche lei mi amerà completamente E prego tutto il giorno Di sentirla dirmi un giorno Aspetto solo il giorno in cui Anche lei mi amerà completamente E prego tutto il giorno Di sentirla dirmi un giorno Sei stato via troppo tempo Mi sei mancato tanto da quando te ne sei andato Ma adesso che sei di nuovo qui Io ti amo che non vedo l'ora di abbracciarti Tesoro, adesso che sei di nuovo qui Ti prego, lascia che ti prenda tra le mie braccia E ti stringa, caro, e non far caso Alle lacrime che scendono dai miei occhi Perchè adesso che sei tornato da me, tesoro Sono così felice che potrei piangere Sono così felice che potrei piangere Sono così felice che potrei piangere |
| Traccia 10 |
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| Traccia 11 |
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| Traccia 12 |
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Frank Zappa:
la storia dei... la musica
dei Mothers è di per se stessa la storia del ... è una combinazione di
ciò che io conosco della musica, diciamo i miei studi più la mia
capacità nel saper gestire l'abilità dei musicisti che trovo
disponibili, vede, molte volte devo insegnare loro qualche rudimento
musicale, visto che non sanno poi molto della materia. Io personalmente
ho iniziato quando avevo 14 o 15 a San Diego anni suonando rhythm'n'blues.
Poi ho suonato solamente Blues fino a 18 anni, ma era parecchio
frustrante ed io suonavo all'epoca la batteria con un gruppo. Presto mi
stufai di sentire gli assoli di chitarra fatti dagli altri e così presi
una chitarra ed iniziai a studiarla. Ho trascorso la maggior parte della
mia adolescenza facendo sempre la stessa cosa, suonando blues bianco, ma
in generale, il blues era considerato molto poco commerciale e
decisamente undergroud, i miei coetanei all'epoca era interessati ad
ascoltare cose molto più semplice che non il Chicago Blues. Nessuno
conosceva chi fosse Howlin'Wolf, per esempio, o chi ca**o fosse Muddy
Waters. Così sono cresciuto musicalmente, pur se contemporaneamente ho
acquistato dei dischi di musica contemporanea e frequentavo le
biblioteche dove andavo a studiare musica. Avevo album di Stravinsky,
Varese, Webern e Bartok... non ho mai comperato alcunchè di Beethoven,
Mozart o simili perchè non mi piaceva il modo come "suonava" quella
musica, troppo poco coinvolgente. Di tanto in tanto ascoltavo anche
della musica tradizionale. Ma non mi è mai piaciuta la maggior parte
della musica folk che si sentiva in giro. I miei gusti folk erano Sea
Shanties o musica Mediorientale. Apprezzo anche la musica Indiana e la
musica Araba. Tutto quanto ha contribuito a formarmi influenzando i miei
guisti musicali. I tizi con cui suonavo all'inizio erano interessati
solo ed esclusivamente al rhythm'n'blues. Ora, volendo essere precisi,
il rhythm'n'blues con cui siamo cresciuti noi si divide in almeno
quattro categorie. le "ooh-wah ballad", quelle con la voce in falsetto
acuto ed il basso che gracchia sotto... poi c'e' quello influenzato dal
Chicago blues con l'armonica ma senza alcuna stranezza particolare...
quello vagamente Texano un po' più rock tipo Bobby Bland e poi c'era
quello più spinto e duro delle puttanate di James Brown. Oltre a tutto
ciò c'erano anche delle sotto classificazioni di queste tipologie come
nel caso delle "ooh-wah ballad" dove le parti cantate erano eseguite con
una differente notazione di metronomo... tipo Hank Ballard and the
Midnighters o the Royales. Ognuno aveva una sua propria peculiarità.
Dicevo che tutti gli altri ragazzi del gruppo erano cresciuti con questi
ascolti e non avevano la benchè minima idea di cosa fosse la musica
"seria", la musica "colta", oltre Beethoven e Mozart e qualsiasi cosa
provenisse dalle sale da concerto tradizionali. In più della cosa non
gliene fregava proprio nulla, tanto quanto della musica tradizionale.
All'inizio ebbi qualche problema anche solo cercando di far loro notare
che esistevano altri tipi di musiche che avrebbero potuto essere
suonate. Per farla breve, comunque, eravamo arrivati ad un punto morto
della nostra attività e cominciammo a perdere le offerte di lavoro
proprio perchè non eravamo in grado di suonare ... chessò... "Wooly
Bully" o... "Twist and shout". Non venivamo più scritturati.
Intervistatore: a che periodo ti riferisci? Frank Zappa: a due anni fa... Intervistatore: 1965? Frank Zappa: Certo. Fu un momento molto difficile perchè quasi tutti i componenti la band avevano a turno espresso il desiderio di mollare... diciamo che ognuno di noi ha lasciato il gruppo almeno 200 volte in quei giorni... Ma alla fine abbiamo avuto l'opportunità di trasferirci a Los Angeles e prorprio questo nostro modo particolare di interpretare il ruolo di band ci ha messo in evidenza nella scena musicale della grande città. Abbiamo iniziato a cercare i circuiti dove suonavano i gruppi veramente "fuori" ma proprio non ce n'erano affatto, o meglio, quelli che c'erano erano veramente degli incapaci, degli inetti senza ne' gusto ne' palle, non erano divertenti e non erano nemmeno piacevoli... erano delle nullità, solo gruppi di ragazzini viziati che suonavano folk-rock o completamente senza alcuna originalità. Ma proprio a quel punto siamo comparsi noi sulla scena, suonavamo forte e facevamo casino, eravamo strani e se qualcuno dal pubblico ci rompeva le palle lo mandavamo a farsi fottere. Ci siamo costruiti una reputazione in questo modo! |
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IL CIRCOSTANTE INTORNO Nel tentativo di offrirvi il miglior prodotto per l'intrattenimento dell'universo, qui all'Utility Muffin Research Kitchen abbiamo attivato Joe Travers - musicarcheologo dalle indubbie capacità - affinchè andasse a ricercare nella miniera d'archivio zappiana nuove proposte per la vostra personale soddisfazione d'ascolto. Qualche volta Joe sogna. E sa perfettamente che la cosa non è sempre frutto di una semplice immaginazione. In effetti lui è cosciente di aver sentito qualcosa e a quel punto comincia a ragionare chi (oltre a lui) potrà ascoltare ciò che lui ha già la fortuna di ascoltare. E noi qui all'UMRK (dove peraltro la parola ReSearch è il nostro "secondo nome") siamo convinti che questa sia la nostra missione, il nostro dovere. Così abbiamo deciso (secondo la regola dell' Anytime Anywhere Anyplace And For No Reason At All) che dal momento che noi possiamo fare quello che vogliamo con il materiale a nostra disposizione da ADESSO fino a NON SI SA QUANDO FORSE SEMPRE anche voi potrete godere di questo piacere, e questo processo non si fermerà più. Ecco perchè vi presentiamo in questa circostanza una nuova raccolta di "cosette", nella nuova serie di Joe mentre ci troviamo in prossimità del 40mo anniversario della giornata di quelle "altre Madri". Una "cosetta" di questo tipo, come
molti di voi potranno notare potrebbe essere: un significativo frammento
inedito, una specialissima esibizione o un altrettanto speciale
arrangiamento di uno stesso brano, una sorprendente documentazione
dell'attività di una formazione del gruppo raramente o scarsamente
proposta in passato, una rara registrazione non necessariamente in
studio o in concerto o precedentemente mai pubblicata, interessanti
interviste o dichiarazioni registrate, magari tratte da bobine non
alterate dallo stesso FZ e di qualità, unicità ed interesse già comunque
squisite in partenza. Sempre nella logica dell' Anytime Anywhere Anyplace And For
No Reason At All frammenti della carriera e della vita di Frank
Zappa - almeno per come la conosciamo noi. Dovrete ringraziare per
questa opportunità "la possibilità di riproduzione delle registrazioni"!
[ A questo riguardo, eccovi comunque qualche breve estratto dalle note della collana YCDTOSA: "...alcune registrazioni della primissima edizione dei Mothers of Invention sono state incluse qui - sebbene la qualità della registrazione non sia propriamente HiFi - per tutti coloro i quali continuano a sostenere che le uniche cose interessanti mai prodotte siano state quelle eseguite da questa particolare formazione. Magari la possibilità di confrontare queste registrazioni con gli stessi brani eseguiti qualche anno dopo potrebbe forse far terminare questa fantasiosa credenza" (FZ 1988) "...forse la caratteristica più particolare di questi Mothers Of Invention è la loro sostanziale CONTINUITA' CONCETTUALE dimostrata nella loro MACROSTRUTTURA COMPOSITIVA. E' certo che c'è stato e ci sarà sempre un controllo voluto di elementi tematici e strutturali in grado di permeare tra loro coerentemente ogni album siano essi in studio, registrati dal vivo o contengano anche solo delle semplici interviste. Sapete con vanno le cose su questo mondo no? Immaginate decenni e infiniti strati di materiale soggetti a radicali cambiamenti geografici dovuti al trascorrere del tempo. Case, uffici e gente che vi ci abita e ci lavora, magari girano anche dei film... Immaginate che voi forse potreste essere già in uno di questi luoghi passati, magari senza nemmeno saperlo. Che voi lo percepiate o no, questo è il sistema delle cose. Le basi primigenie di questo materiale sono state prodotte nel 1962-63. Le prime elaborazioni sperimentali nella prima metà del 1964, mentre la costruzione e l'elaborazione di questo Progetto/Oggetto è iniziato alla fine del 1964 ed è ancora in via di progresso. Sono convinto che possiate comprendere che un controllo totale di quanto sopra non solo è impossibile, ma addirittura non augurabile (toglierebbe il divertimento dell'imprevedibilità). Il concetto di Progetto/Oggetto contiene elementi pianificati e non, contiene anche elementi di mirata struttura architettonica in grado di sistemare le fatalità e contemporaneamente tutte le peculiarità di eventualità casuali delle varie potenziali circostanze. Il nostro modo di suonare è più significativo del nostro suonare. Noi siamo nello stesso tempo PARTE DEL PROGETTO/OGGETTO che comprende anche ogni e qualsiasi elemento multimediale proposto non solo dai musicisti, ma anche dal pubblico stesso, DIO (ovvero la sua Energia), LA GRANDE NOTA (la materia fondamentale dell'universo) e tante altre cose: Noi facciamo arte in un ambiente ostile ai sognatori" "Ora, pensate alla popolare versione europea della cosa: "questa è una analogia bizzarra, ovviamente, immaginate la testa di uno spillo, su di essa possono essere riscontrate delle immagini estremamente dettagliate, un pensiero, un'emozione, un simbolo misterioso. Si può anche vedere riflessa l'immagine di un cielo o di un'illustrazione con degli uccelli anche, ma sulla testa di uno spillo tutta l'immagine è estremamente dettagliata. Ora, immaginate che la testa dello spillo non sia altro che una nota musicale con la possibilità di usare corrispondenti effetti fisici - come per esempio l'aggrottamento delle sopracciglie - in grado di modificarne l'enfasi, sia su di un palco o all'interno di uno studio di registrazione dove nessuno vi può vedere. Ora, provate ad
immaginare un numero sufficiente di questi spilli immaginari (magari
solamente le capocchie, così si risparmia lo spazio...) in grado di
ricoprire un area vasta quanto il Nord America e l'Europa Centrale, in
strati spessi 80 chilometri. Ora, immaginate quest'area in sezione non
come una figura geometrica ma come un numero ricorrente di decadi
cronologiche..."
"Progetto/oggetto" è un termine che spesso ho usato per definire il concetto principale del mio intero lavoro anche relativamente a diverse discipline artistiche. Ogni progetto (di qualsiasi natura artistica esso sia) oppure ogni intervista correlata, fa parte di un progetto più ampio per il quale non esiste un nome specifico atto a descriverlo. Provate ad immaginare la relazione tra i materiali in questo modo: uno scrittore di racconti inventa un personaggio. Se è un personaggio ben riuscito vivrà di luce propria. Per quale motivo dovrà rappresentare un solo ruolo? Potrebbe presentarsi con apparizioni estemporanee anche in altri racconti. Oppure è notorio che Rembrandt otteneva il suo personalissimo "colore" aggiungendo percentuali minime di "marrone" a qualsiasi colore da lui usato dipingendo. Il color marrone di per sè non era certo particolarmente affascinante, ma la sua presenza nell'intera gamma di coloro ha caratterizzato e personalizzato in modo inequivocabile i quadri del suo autore.
Nel caso del "progetto/oggetto"
potrete trovare qualche barboncino qui e là, qualche fellatio
qui e là etc... etc... ma non che io sia particolarmente ossessionato
dai barboncini o dai pom**ni comunque, queste parole (ed altre di pari
importanza insignificante), temi musicali ed immagini visionarie
ricorrono nell'ambito degli albums, dei video, dei films e nel libro con
l'unico scopo di rendere omogeneo il lavoro"
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Note |
| violenti disordini di carattere interetnico verificatisi tra l'11 ed il 16 agosto 1965 a Watt, sobborgo di Los Angeles. Vi furno 34 morti e molti feriti. Fu una manifestazione di reale protesta contro le ingiustizie amministrative nei confronti della popolazione afroamericana. Come è noto, Zappa ne parla chiaramente ed in modo esauriente anche nel brano MORE TROUBLE EVERYDAY pubblicato in FREAK OUT! |
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