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GLAUCO VENIER  - Omaggio a Frank Zappa - Spilimbergo (PN)

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Glauco Venier

Spilimbergo(PN) 28 luglio 2005
Omaggio A Frank Zappa - diretto da Glauco Venier

Così si legge sul libretto stampato in occasione di questo Folkest 2005:
L’americano Frank Zappa(1940-1993) è stato una rockstar, artista visionario,conoscitore della tradizione musicale popolare americana, irretito dalle architetture della musica colta, band leader, compositore rigoroso, chitarrista virtuoso,ironico, dissacrante, iconoclasta, sperimentatore, provocatorio. Dal flower power alla London Philarmonic Orchestra passando per la sperimentazione jazz, la parodia psichedelica, Zappa ha investito la cultura giovanile di una sapienza musicale superiore, unita a una carica apparentemente umoristica, in realtà profondamente politica. Non tutti furono in grado di comprendere in tempo la portata dello “sberleffo che uccide”, musica evoluta, mimetizzata in pose clownesche. L’attenta direzione di Glauco Venier ce la propone ora con un ensemble a cui hanno dato vita alcuni tra i migliori giovani jazzisti friulani, con guest stars Klaus Gesing al sax soprano e clarinetto, Marcello Alulli al sax tenore, Yuri Goloubev al

contrabbasso. Glauco Venier, pianoforte e arrangiamenti; Mirko Cisilino, tromba; Marcello Alulli e Alberto Vianello, sax tenore; Federica Santi,voce; Gabriele Rampogna, vibrafono,marimba; Riccardo Chiarion, chitarra; Yuri Gloubev, contrabbasso; Luca Colussi, batteria.
Seratina interessante nella splendida Spilimbergo che nelle sue piazze esclusivamente pedonali tra palazzi storici porticati e strade acciotolate vede esibirsi nell’arco della serata ben cinque concerti quasi in contemporanea che spaziano dalle musiche di Riccardo Tesi alla musica popolare napoletana dal blues al recupero delle radici musicali friulane per arrivare a ...Zappa.
Nella bella piazzetta Garibaldi (qualche problema di riverbero con il palazzo frontepalco) inizia alle 23:00 la kermesse zappiana per terminare circa un’ora e mezza più tardi. Pubblico eterogeneo abbastanza numeroso per il tipo di concerto ( qualcosa più di 200 persone, a occhio, + gente di passaggio).
La formazione risulta piuttosto giovane e si discosta da quella che era stata protagonista in quel di Treviso nel 2004 e che a detta di Glauco era troppo difficile da gestire in quanto composta da musicisti
provenienti da mezz’europa con conseguenti problemi di prove e affiatamento. Una battuta a voce alta di Glauco invita i tecnici luce a provvedere in merito " ...questa sera dobbiamo leggere tante di quelle note..!"
Inizio con un medley retto dall’asse Big Swifty-King Kong, incursioni nel Bolero e .... più molte scorribande jazzistiche. Black Napkins con un bell’assolo di contrabbasso e un eccellente sax soprano.
City of Tiny Lights cantata da una voce femminile fa un certo effetto, buoni assoli di chitarra e batteria e la comparsa di una ninnananna “dormi dormi tesor” suonata dal contrabbasso con l’uso dell’archetto e ripartenza potente di voce e fiati. For Calvin, ottima, peccato che sul finale salti la corrente lasciando i musicisti nella delusione più totale mentre chiudevano l’eccellente e molto sentita interpretazione.
Dieci minuti di facce strane con Glauco seduto al piano (per questo concerto un Fender Rhodes) che scuote la testa ma poi trova il tempo di sdrammatizzare con un “mi viene da pensare che sia lo spirito di Frank, forse non gradisce!
Ripartenza con The Grand Wazoo che è sempre “grand”, occasione di diversi solo di chitarra,sax tenore, contrabbasso e un bel duetto piano-contrabbasso. Qualche piccola incomprensione in chiusura tra i fiati, niente di che, solamente la mancanza di maggior affiatamento essendo un ensemble costituitosi di recente.
Zomby Woof ben suonata con tanto di ballerino +che 60enne etilic-estemporaneo con braga attillata semi calata e ondeggiamenti pelvici alla Elvis sotto il palco, posa finale alla John Travolta e via (più tardi lo ritroverò in altra piazza in esibizione blues).
Finale con Hot Plate Heaven at the Green Hotel bene la giovane cantante molto calata nella parte. Bravi tutti i musicisti che pur proveniendo da mondo jazzistico, sembrano gradire quest'incursione nella musica del Maestro affrontandola con puntiglio, dedizione e - al momento giusto - prestandosi anche allo sberleffo divertito. Se ci sarà continuità per questo omaggio, ne vedremo delle belle.
Programma corto per ragioni di tempistica, niente Zoot Allures ne Blessed Relief provati nel soundcheck. Attenta ma divertita la direzione di Venier che nonostante sia pianista in ambito jazz molto quotato in Italia e all’estero si trova a suo agio con il rigore ma anche con il divertissement zappiano.
Scambio personale di battute e saluti con Glauco, un minuto di chiacchiere e l’annuncio che è in uscita il cd di quest’omaggio a FZ , non faccio in tempo a chiedergli con quale dei due ensemble è stato registrato.
E’ tardi e devono smobilitare.
Vi farò sapere...

Michele Rodaro