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contrabbasso.
Glauco Venier, pianoforte e arrangiamenti; Mirko Cisilino, tromba;
Marcello Alulli e Alberto Vianello, sax tenore; Federica Santi,voce;
Gabriele Rampogna, vibrafono,marimba; Riccardo Chiarion, chitarra;
Yuri Gloubev, contrabbasso; Luca Colussi, batteria.
Seratina interessante nella splendida Spilimbergo che nelle sue
piazze esclusivamente pedonali tra palazzi storici porticati e strade
acciotolate vede esibirsi nell’arco della serata ben cinque concerti
quasi in contemporanea che spaziano dalle musiche di Riccardo
Tesi alla musica popolare napoletana dal blues al recupero delle
radici musicali friulane per arrivare a ...Zappa.
Nella bella piazzetta Garibaldi (qualche problema di riverbero con
il palazzo frontepalco) inizia alle 23:00 la kermesse zappiana per
terminare circa un’ora e mezza più tardi. Pubblico eterogeneo
abbastanza numeroso per il tipo di concerto ( qualcosa più di 200
persone, a occhio, + gente di passaggio).
La formazione risulta piuttosto giovane e si discosta da quella che
era stata protagonista in quel di Treviso nel 2004 e che a detta di
Glauco era troppo difficile da gestire in quanto composta da musicisti
provenienti da mezz’europa con conseguenti problemi di prove e
affiatamento. Una battuta a voce alta di Glauco invita i tecnici luce
a provvedere in merito " ...questa sera dobbiamo leggere tante di
quelle note..!"
Inizio con un medley retto dall’asse Big Swifty-King Kong, incursioni
nel Bolero e .... più molte scorribande jazzistiche.
Black Napkins con
un bell’assolo di contrabbasso e un eccellente sax soprano.
City of Tiny Lights cantata da una voce femminile fa un certo effetto,
buoni assoli di chitarra e batteria e la comparsa di una ninnananna
“dormi dormi tesor” suonata dal contrabbasso con l’uso dell’archetto
e ripartenza potente di voce e fiati. For Calvin, ottima, peccato che
sul
finale salti la corrente lasciando i musicisti nella delusione più
totale
mentre chiudevano l’eccellente e molto sentita interpretazione.
Dieci minuti di facce strane con Glauco seduto al piano (per questo
concerto un Fender Rhodes) che scuote la testa ma poi trova il tempo
di sdrammatizzare con un “mi viene da pensare che sia lo spirito di Frank, forse non gradisce!”
Ripartenza con The Grand Wazoo che è sempre “grand”, occasione
di diversi solo di chitarra,sax tenore, contrabbasso e un bel duetto
piano-contrabbasso. Qualche piccola incomprensione in chiusura
tra i fiati, niente di che, solamente la mancanza di maggior
affiatamento
essendo un ensemble costituitosi di recente.
Zomby Woof ben suonata con tanto di ballerino +che 60enne
etilic-estemporaneo con braga attillata semi calata e ondeggiamenti
pelvici alla Elvis sotto il palco, posa finale alla John Travolta e via
(più tardi lo ritroverò in altra piazza in esibizione blues).
Finale con Hot Plate Heaven at the Green Hotel
bene la giovane
cantante molto calata nella parte. Bravi tutti i musicisti che pur
proveniendo da mondo jazzistico, sembrano gradire quest'incursione nella
musica del Maestro affrontandola con puntiglio, dedizione e - al momento
giusto - prestandosi anche allo sberleffo divertito. Se ci sarà
continuità per questo omaggio, ne vedremo delle belle.
Programma corto per ragioni di tempistica, niente Zoot Allures
ne Blessed Relief provati nel soundcheck. Attenta ma divertita la direzione di Venier che nonostante sia
pianista in ambito jazz molto quotato in Italia e all’estero si trova
a suo agio con il rigore ma anche con il divertissement zappiano.
Scambio personale di battute e saluti con Glauco, un minuto di
chiacchiere e l’annuncio che è in uscita il cd di quest’omaggio
a FZ , non faccio in tempo a chiedergli con quale dei due ensemble
è stato registrato.
E’ tardi e devono smobilitare.
Vi farò sapere...
Michele Rodaro |