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THE GRAND WAZOO  - Zappanale 16 - Bad Doberan (D)

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Bad Doberan (D) 5 agosto 2005
The Grand Wazoo featuring NAPOLEON MURPHY BROCK

Non era facile esordire sul palco dello Zappanale dopo la performance di uno sconvolgente set "vomito-chitarristico" dell'ineffabile band locale Jazzprojekt Hundehagen ... davvero. (e' l'ennesima partecipazione di questo combo allo Zappanale e MAI una volta avessero fatto qualcosa degno di ... ehm "nota" ... incredibile!)
E non era solo la pioggia di note del logorroico "esacordato teutonico" a creare una certa difficoltà ... anche le condizioni atmosferiche non erano le migliori... pioggia e freddo avevano già provato il pubblico desideroso di ascoltare la musica di Frank Zappa.

Dicevo "non era facile", ma proprio questa condizione sfavorevole ha offerto forse la giusta motivazione alla band felsinea per estrarre dal cilindro una performance che si è saputa guadagnare ben presto l'attenzione dei presenti (e non è cosa da poco nel primo pomeriggio del festival). Il quintetto italiano si è proposto nella formazione attuale con Marco Belluzzi (tastiere e voce), Alessandro Tozzi (batteria), Michel Turrini (chitarra e voce), Luca Vecchi (basso e voce) e Luca Fattori (voce). L'iniziale Regyptian Strut fa subito capire che è arrivato il momento di ascoltare la musica del Maestro ed è una liberazione dalla schiavitù del "pressapochismo-zappiano" imperante. Suono solido (nonostante le tastiere avessero un set up inizialmente incompleto) e una buona sicurezza nella reinterpretazione dell'oscuro brano da SLEEP DIRT.

Peccato per Luca Fattori che data la natura strumentale del brano scelto per l'apertura ha dovuto rimanere ciondolante sul palco senza poter fare nulla di significativo per oltre cinque minuti.
Per sua fortuna, la successiva City of tiny light gli ha dato una buona occasione per rompere il ghiaccio (e visto il tempo, mai parola è sembrata essere più corretta!) con il pubblico presente. Grintosa versione del brano dedicato alle piccole luci della "città degli Angeli in notturna" con qualche interpolazione zappianamente corretta (...era forse il tema dello sceneggiato RAI Maigret, per caso?) e - buon segno - il pubblico comincia a sottolineare con ampi gesti delle mani e delle braccia gli stacchi che la band propone sempre con maggiore sicurezza (addirittura qualcuno solleva un cavalletto fotografico)

ma una volta accertato che Roberto Dal Bosco non è presente alla kermesse Pomerana, non sembrano esserci pericoli di imminenti lanci sul palco. Bello il duetto centrale synth/chitarra ed il pubblico è ormai conquistato ! Per il brano successivo la band opta per Hungry Freaks Daddy nella divertentissima speciale versione "multietnica" elaborata di recente dal gruppo. Echi di reggae e danze popolari balcaniche si intrecciano con piacevole continuità ... la gente batte le mani e segue l'improbabile scorribanda popolare di un improbabile pianista "psico-etnicamente in conflitto con se stesso" (e le espressioni di Marco catturate dalla telecamera della regia tedesca sembrano confortare e confermare questa impressione!).

Stupisce la scelta cabarettistica dell'imitazione di Franco Califano difficilmente comprensibile per il Kraut-publik e difficilmente collocabile nel linguaggio musicale della performance, ma questa improbabile "Love Story della Garbatella" viene felicemente stroncata con una rigorosa versione della Black Page n.2. Meno male davvero! E l'esecuzione della complessa composizione avviene con grande disinvoltura e se anche il "mutante Califano" riappare misteriosamente sul finale, il risultato finale è certamente di altissimo livello per l'occasione. Altra scelta che potrei definire "eccessiva", la scelta di proporre Why Does it hurts when i pee nella speciale versione con la linea di voce leggermente differente dall'originale e propria esclusivamente del tour del 1978 ... gli zappiani capiranno ...

in compenso Michele Turrini prima inventa una "one-shot quotation" dell'Hendrixiana Woodoo child durante il cantato e poi si lancia in un assolo che sicuramente sarà tra i migliori sentiti nell'intera giornata. Ed in questo senso merita una speciale segnalazione questo giovane chitarrista dalle straordinarie capacità di leggere ogni brano nella sua corretta caratteristica ed inserirvici sempre opportunamente citazioni tratte dall'antologia della chitarra rock (talvolta Santana, talvolta Paolo Tofani, talvolta Hendrix ... e la prossima volta ?). Inoltre ha una notevole capacità di far "cantare" i soli, cosa non comune nei chitarristi attuali spesso intenti ad una mera dimostrazione di tecnica ma incapaci di "dire la NOTA giusta al momento opportuno". Complimenti, veramente.

Il tumultuoso arrangiamento volutamente caotico del "doloroso finale urologico" permette una ulteriore citazione vocale (Spider Man) per poi concludersi con una perfetta citazione di Stairway to Heaven. Ottimo. La band è sempre più in "palla" e quindi aggredisce con efficacia Teenage Wind (pur se forse ad una tonalità troppo alta per il cantante ... humm?) ma è ormai pronta ad accogliere il prestigioso ospite alla sua prima apparizione in questo 16mo Zappanale ... il mitico (e immagino mi scuseranno gli antiappassionati della formazione mid-seventies...)
NAPOLEON
MURPHY
BROCK

Da questo momento, il concerto non è più lo stesso. E se poteva sembrare impossibile migliorarne la qualità, i successivi minuti sul palco hanno dimostrato il contrario.  Intanto iniziano le richieste da pubblico (e come evitarle con Napoleon ?) ma il sempre giovane musicista di colore trova una citazione zappiana per chiudere immediatamente la sequenza di domande ... "ogni richiesta costa 10 marchi ... 10 marchi ... non avete 10 marchi ? ah certo ... avete l'euro!" è un modo per scherzare, ma nello stesso tempo per preparare il pubblico ad ascoltare subito uno dei brani più richiesti dagli appassionati dei mid-seventies: Montana. Ed è senza dubbio una bella versione quella preparata in poco tempo con il quintetto italiano - che dimostra ancora una volta di trovarsi molto bene con quello specifico momento musicale di Zappa.

 

Napoleon balla durante l'interessante assolo di Marco all'organo e sembra proprio gradire l'atmosfera che si è venuta a creare con la band, decisamente notevole se considerato l'esiguo tempo di prova (poco più di un'ora!) concesso dallo stretto e concitato calendario dello zappanale . Qualche "lyric mutation" sul finale, ma la fisionomia del brano rimane intoccata compreso il finale dove Luca è il prescelto ad intonare l'inno finale che fu del compianto Kin Vassy (Yippy-ty-o-ty-ay). E del resto, con Napoleon Murphy Brock sul palco è abbastanza fatale recitare il ruolo di comprimario. Ma Luca Fattori è migliorato molto qualitativamente e come "palco" (anche la recente riunione dei zappateers in Ancona ha confermato questa sensazione) e quindi è riuscito a contribuire efficacemente alla scena.

Preceduta da una delicata introduzione al pianoforte, la superclassica Oh no prosegue la scaletta seguita poi dall'immancabile (con uno straordinario Napoleon!) Son of Orange County. La mimica del protagonista rende efficacemente bene il significato del testo della canzone di Zappa e quando inaspettatamente Napoleon cita George Bush il significato ironico del testo diventa esilarante.
...and in your dream ... you can see yourself
... as a prophet ... saving the world
... with the word from GEORGE BUSH !!!
"weapons of mass-destruction !!!"

L'acuta e lancinante nota di sax tenore fa venire i brividi a più di qualcuno tra gli astanti ... SI, è proprio LUI!!

Altro bel solo di Michele che sfocia nel celeberrimo temino all'unisono chitarra-sax-sinth e tutto è talmente perfetto che si spera possa proseguire a lungo. Sorprendentemente però la band non sfocia nella logica Trouble Everyday (peccato, perchè la versione dei GW di questo classico è assolutamente eccezionale! - ma forse non troppo adatta a Napoleon). Un saluto a Frank che da lassù (forse) segue l'evento Pomerano e poi via con un altro classico mid-70: Village of the sun. Il regista dello streaming video si diverte nel riprendere parte della platea intenta a ballare con piacere e trasporto al raffinato "funky-storto" del villaggio dove si coltivano i tacchini. Echida's arf (of you) segue coerentemente e non sembra vero che la band abbia avuto così poco tempo per provare un brano tanto complicato.
Il tempo a disposizione per i GRAND WAZOO sarebbe così concluso, ma non è facile convincere il pubblico a desistere dal richiedere ancora qualcosa. Napoleon non fa nemmeno in tempo ad uscire dal palco che è già evidente il fatto che è necessario completare il set con un nuovo ulteriore brano. la scelta ricade su Inca Roads, per la gioia degli appassionati. Scatenata la band si lancia nel brano forse più complesso dell'intero set e la cosa si rivela un'ottima scelta, una ulteriore possibilità di lasciare il palco con una solida sensazione di aver fatto proprio bene qui allo Zappanale. Il brano più amato dagli zappiani viene eseguito con rigore ed attenzione e tutto scorre fluido come per tutto il set (il duetto flauto/piano magari non sarà perfettissimo, ma veramente sono sbavature di scarsa rilevanza!!!)

Marco Belluzzi sfoggia tecnica e gusto nel solo di pianoforte previsto per la parte centrale del brano e non pago della tecnica profusa trova anche il modo di citare Stravinsky con un sussurro della "sagra della primavera" tanto cara a FZ stesso (da lassù ... avrà sicuramente gradito!). Concluso il brano Napoleon per primo va a prendere Marco dal fondo del palcoscenico per portarlo a ricevere il giusto applauso di un pubblico sinceramente contento e felice della performance. Il set si chiude qui davvero e musicalmente non poteva finire meglio di così.

Emulo del primigenio Leopoldo Mastelloni ... e degno concorrento di Roberto "il Baffo" il presentatore Jim Cohen, altrove molto sapido e geniale nelle arringhe al popolo intervenuto sotto il palco, congeda la band con una bestemmia italiana in diretta satellitare da far tremare non solo il suo conterraneo più famoso e "Benedetto". Meno male che i tanti bambini presenti ed intenti a giocare nelle vicinanze del palco forse non capiscono lo "stivalico idioma" ...

 
 

oops !!! ... mi hanno scoperto ... devo disconnettermi ...

Alessandro Pizzin

 

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