Recensioni disponibili

 
     

 

OCTAFISH  - 25 07 2003 - Zappanale 14 - Bad Doberan (D)

menu recensioni concerti

Le due precedenti prove discografiche di questa band germanica di Tubinga, mi hanno piacevolmente impressionato per creatività, abilità negli arrangiamenti e capacità di interpretare con grande intelligenza capitoli di indubbia provenienza colta trovati in ascolti assorbiti e brillantemente superati. L'occasione di vederli dal vivo allo Zappanale 14 è sfumata per motivi dell'ultimo momento e quindi sono sempre rimasto con la curiosità di sapere come fosse il sound e, più in generale, il loro live set. Grazie alle risorse della rete informatica, ho avuto la possibilità di ascoltare la registrazione proprio del concerto di Bad Doberan. Naturalmente anche se il suono generale non è preciso e registrato professionalmente, il contributo alla qualità della proposta della band tedesca risulta assolutamente determinante ed è una conferma straordinaria, una ennesima indicazione

che, contrariamente ai mainstream propinati dai media internazionali, ESISTE un circuito di musicisti ancora capaci di emozionare un pubblico disposto a "ragionamenti sonori" a volte complessi ed acrobatici. Rispetto al suono dei Cds si nota una maggiore propensione anche ai temi jazzati in senso molto seventies", (nuovi figli insospettati della macchina morbida di Canterburyana memoria), ma ad onor del vero rimane inalterato il senso d'orizzonte progressivo, evolutivo del loro 'proprio' suono dei Cds, che non è solo virtuoso nella performance, ma anche nel suo stesso essere "pensato".
Dal vivo fanno una gran figura brani come "Bomster" o "Die Grotte" grazie alla loro potenza e alla calibratissima interpretazione strumentale nei solo. La scaletta snocciola perle di suono mai dimenticate (notevole la NEON MEAT di Beefheartiana memoria) e i doverosi (visto il consesso) immancabili standard zappiani quali Zoot Allures e King Kong. Sul finire del set pomerano ha partecipato come graditissimo ospite Mike Keneally che ha trovato veramente una buona band per la sua indubbia tecnica musicale perfettamente dimostrata sul pedale di "Bully", poi successivamente nella contorta ed acrobatica "Island of lost luggage", in un interessante "Zappa Medley (including Marqueson's chicken, Black Napkins, The torture never stops e Alien Orifice)" ed una inquietante entusiasmante coverversion metronomicamente disordinata quanto aggressiva del pop (s)hit "Barbie Girl". L'ascolto delle registrazione ha quindi rinnovato il rammarico per la mancata partenza per i lidi dell'alta Germania, una missione che avrebbe avuto proprio negli Octafish uno dgeli obiettivi predeterminati. Pazienza. Speriamo pero' che per qualche oscuro motivo si riesca a proporre a queste band di visitare l'Italia, sarebbe realmente un'ottima opportunità per apprezzare appieno il lavoro di una band realmente interessante e ricca di spunti degni di nota.

Alessandro Pizzin