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FRANK ZAPPA  - 5.6.1982 - Vechtewiese - Schuettorf (D)

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© hans hendriks © hans hendriks© hans hendriks© hans hendriks

 

Lo Zappa che vorresti sempre sentire.

Il tour europeo del 1982 per noi, appassionati zappiani d'Italia è sempre stato un tour maledetto. Personalmente credo sia stato l'ULTIMA vera apparizione italiana degna di segnalazione per creatività e per combinazioni musicali, non solamente per gli incidenti e le peripezia di quella band nell'italico suolo. Ma laddove i concerti si siano svolti nella loro completezza e con migliori situazioni ambientali che non da noi, davvero quella è stata una band da far impallidire qualsiasi detrattore dello Zappa primi anni ottanta.
Il concerto di Schuttorf in Germania ne è uno straordinario esempio.

 

ZOOT ALLURES

Un'apertura che fin dalle prime note fa capire che questa sarebbe stata una serata "di grazia", con una band perfettamente compatta ed estremamente attenta alle variazioni umorali della chitarra di FZ. E così, il celebre brano che doveva essere un momento per verificare lo stato dei monitor sul palco per ogni singolo musicista (perchè questo era il concreto significato delle "opening vamp" delle band di Zappa) emerge come una delle migliori versioni possibili (e colpevolmente omessa da qualsiasi pubblicazione ufficiale).

INTRO THE BAND

Ehila! benvenuti nel lago dei porcellini!.
Ora, noi avremmo una richiesta speciale per questa serata ...
se siete intenzionati a togliervi la vostra maglietta 
e tirare fuori le vostre tette
per cortesia fate in modo di far si che
tutti nel gruppo possano vederle.
Ovvero ...
Ray White deve vederle.
Tommy Mars pure, e come lui anche Marqueson dovrebbe.
Chad Wackerman deve vederle per un minuto solo
Ed Mann non dovrebbe guardarle troppo a lungo
Bobby Martin in realtà non è molto interessato.
Scott Thunes ha bisogno di vederne tante.
Steve Vai le ha già viste.
Siamo d'accordo così ok?
Tirate fuori le tette
e INIZIAMO LO SPETTACOLO!.

  © hans hendriks

 

SOFA

Zappa evidentemente dirige questa solida e maestosa versione di questa composizione clamorosamente intelligente in ogni sua parte, ironia e serietà compositiva in un connubio unico e perfettamente riuscito. Uno Steve Vai in grande forma già anticipa chiaramente che la sua, sarà una virtuosa performance.

 

STINK FOOT

Una graditissima sorpresa nel repertorio della band con la riscoperta di questo classico mid-seventies. Una versione formidabile, asciutta e compatta come non mai e le sottolineature di Steve Vai assumono un ruolo determinante nella economia del brano nella sua totalità. Bluesy come non mai la band prosegue dritta senza troppi salti e tagli improvvisi per offrire al Frank il migliore "drive" possibile per il suo classico solo. Ma non si tratta di un "classico solo", no davvero. E Chad Wackerman e Scott Thunes dimostrano ancora una volta la loro unicità nell'interplay con il loro leader. Una versione immancabile nella discografia ufficiale (please Gail!).

 

DANCING FOOL

A 300 all'ora viene proposto invece questo "late sventies classic". Uno di quei brani tipicamente defatiganti utili per la band per tirare il fiato ... (se così si può dire, vista la serrata struttura "mutant-disco"). Molto riusciti anche i "colori" di sottolineatura di Mars e Vai.

 

RDNZL

E come di consueto, ecco che dopo la parentesi per preparare l'apnea musicale "l'orchestra elettrica" inizia a macinare la sua strada tortuosa  con un brano "discretamente" complesso (passatemi l'eufemismo). La velocità sembra proprio essere l'elemento dominante di questo tour (testimoniata anche dal materiale contenuto ufficialmente nella raccolta YCDTOSA vol.5), ed a questa variante non si sottrae nemmeno questo RDNZL che nella sua fase iniziale viene davvero proposto ad una velocità difficilmente affrontabile dal vivo se non con una dovuta preparazione. Quando poi è la volta del solo di FZ, riappare con forza la nuova versione dello Zappa-pensiero-chitarristico, meno legato alle scale blues e più incline a scale dissonanti e note lunghe. Festival tastieristico con Tommy Mars in smagliante forma. Ma è a questo punto che accade l'ennesimo inconveniente con il pubblico presente (sappiamo che fortunatamente per gli spettatori di quel concerto si è trattato solamente di un inconveniente senza le conseguenza di Lille, Ginevra o Palermo dello stesso anno), eppure colpisce il modo in cui tutto accade in maniera fulminea. Nel mezzo dell'assolo di moog di Mars, infatti Zappa evidentemente con un largo gesto BLOCCA IMMEDIATAMENTE la band (ed è davvero incredibile come tutto si blocchi ad un solo cenno del leader!), e rivolgendosi ad un qualcuno tra le prime file del pubblico, con voce ferma e decisa si avvicina al microfono: 
"un altro oggetto sul palcoscenico e te ne vai ... si, proprio tu!"
ed è altrettanto incredibile come ad un altro suo cenno tutto riprenda a suonare come se nulla fosse, un eccellente esempio di organizzazione e disciplina applicata. Vero è che qualche difficoltà sembra essersi inevitabilmente insinuata nel complesso meccanismo ed è abbastanza evidente che per qualche battuta la band sembra un po' sfilacciata ... ma sono problemi che durano davvero una manciata di secondi!

 

ADVANCE ROMANCE

Apparentemente incattivita dall'incidente precedente la band propone questo grezzo blues del repertorio originariamente con Beefheart in modo molto deciso e senza fronzoli e la chitarra di Zappa raggiunge anche in questo caso vette espressive molto interessanti, mescolando - in un ibrido difficilmente riscontrabile altrove - il suo vecchio stile con quello decisamente più attuale in quel momento. Due evidenti errori (Vai e White) contraddistinguono la parte finale del brano. Non sono usuali simili errori nelle band di Zappa e con ogni probabilità anche in questo caso la tensione per quanto appena accaduto può aver giocato un brutto scherzo alla concentrazione di qualcuno.  

 

SINISTER FOOTWEAR

E certamente sapere che il brano a seguire in scaletta era una delle pagine musicali più complesse della composizione zappiana non deve aver fatto piacere ai musicisti deconcentrati ... per quanto forse paradossalmente questo necessario recupero della concentrazione potrebbe anche aver aiutato ad approcciare il brano con maggiore attenzione e calma.   

 

MARQUESON'S CHICKEN

Ormai la macchina è avviata e questa ancora quasi embrionale versione di Marqueson's Chicken (qui infatti ancora conosciuta dalla band come SLOWLY B) appare ben calibrata ed intelligentemente interpretata da tutti musicisti qui coinvolti. Forse i temi vengono proposti con un piglio non proprio scioltissimo, ma la precisione assume un ruolo determinante nella esposizione dei complessi temi. Nel caso del consueto assolo di chitarra, credo di poter dire che anche in questo caso Zappa offre delle illuminanti traiettorie estemporanee con il nuovo stile chitarristico da poco intrapreso. Formidabile e meritevole di pubblicazione ufficiale (anche se a me sembra sia stato inserito da qualche parte. Interessante anche la variazione originale (rispetto a quella poi definitiva) dell'ultima porzione dell'esposizione tematica. 

 

FINE GIRL

Consueta canzoncina per rifiatare, mantenendo comunque alto il ritmo. Non è poi un granchè in questa versione abbastanza "svogliata" rispetto a quella già precedentemente pubblicata su Tinseltown Rebellion.  

 

ZOMBIE WOOF

Interessante invece questa versione del grande classico di Overnite Sensation, molto simile e fedele alla  stesura originale ma evidentemente impreziosita dalle incursioni chitarristiche di Steve Vai, questo brano permette una ulteriore verifica della notevole scrittura mid-seventies del Nostro (testimonianza dello stesso è presente anche in YCDTOSA vol.1 registrata al Parco Redecesio a Milano). Vero è che il solo non sembra davvero opera di Zappa (si tratta di Ray White, probabilmente) ed è la parte debole di questa performance (ma del resto il povero White doveva confrontarsi con Frank e Steve Vai ... non è cosa da poco no?).  

 

KING KONG

Ecco la maratona dedicata alla band tipica della tournee del 1982. Un quasi-reggae di circa 10 minuti per permettere le varie divagazioni musicali dei singoli musicisti e dell'intero ensemble in improvvisazione spesso collettiva. Infatti la svolta swing della sezione ritmica avviene praticamente subito dopo l'esecuzione dell'ultima nota del celeberrimo temino del lontano 1967 (visto che fu registrato per le sessioni di LG nel marzo di quell'anno). Solito assolo di piano e intermezzo percussivo e poi il consueto assolo di Zappa. Anche questo degno di figurare tra le migliori serate (nonostante vi siano delle sbavature nel "controllo" del suono). 

 

DOREEN

Breve canzoncina senza particolari fiammate, in una tipica condizione di pre-finale, come la successiva ... 

 

GOBLIN GIRL

... che in realtà sembra essere un po' sottotono per lanciare una volata finale. 

 

BLACK PAGE 2

Ecco la volata con una eccellente versione della Black Page (grande Vai!) che contiene nel suo sviluppo centrale in assolo di FZ anche la successivamente nominata ed identificata come THEM OR US, una texture per il momento solistico della chitarra di Frank (che qui cita - forse anche - A love supreme di John Coltrane). 

 

BOBBY BROWN

"... una canzone che potrete cantare con noi!" così inizia il bis della serata ed infatti, dato il grande successo che questo brano aveva ottenuto in germania nel 1977 era abbastanza prevedibile una sua rispolveratina per l'occasione. 

 

STRICTLY GENTEEL

Rappresenta invece il completamento del primo set di bis previsti per l'occasione. E' una versione non molto differente da quella contenuta in YCDTOSA vol.1 (ottobre 1981) con l'unica variante molto evidente è data dalla parte di Steve Vai suonata come fosse un improbabile mandolino.

 

NO NO CHERRY/THE MAN FROM UTOPIA MEETS MARY LOU

Conclusione di routine per le scalette del tour 1982 ed il medley "utopiano" ("No No Cherry di Caesar & Gray,  "The Man From Utopia" di Donald & Doris Woods e "Mary Lou" di Obie Jessie.

 

ILLINOIS ENEMA BANDIT

Ma l'ultimo botto è affidato, come spesso è accaduto in quel tour, alla storia di Michael Kenyon. Una versione compatta e massiccia (grazie anche ai convincenti fulminei inserimenti della chitarra del solito Steve Vai).

 

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