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In PojamaPeople
Renzo ha scritto:
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nella sezione documenti di PojamaPeople >>
23a RASSEGNA DI NUOVA MUSICA
trombone, Mike Svoboda
flauto, Manuel Zurria
violino, Aldo Campagnani
violoncello, Francesco Dillon
percussioni, Giovanni Damiani
chitarra elettrica, Giorgio Casadei
pianoforte, Fausto Bongelli
Frank Zappa
Black Page# 2
RDNZL !
Alessandro ha replicato: >> sarebbe bello saperne
un pò di più sul progetto in questione
>> ... se solo Giorgio ci scrivesse
due righe su PojamaPeople ...
Caro Alessandro,
ho scritto, ma non due righe, anzi ma mi è venuta una dissertazione
lunghissima a causa di alcune associazioni mentali che mi hanno portato
a un pò di riflessioni. Per questo invio la mail a te.
Sino ad un certo punto punto ho scritto circostanziatamente
all'esperienza Maceratese, ma poi c'è altro. (...)
giorgio
Resoconto Maceratese.
Era dicembre del 2004 quando Stefano Scodanibbio, contrabbassista,
compositore e, nello specifico che ci interessa, direttore artistico
della Rassegna di Nuova Musica di macerata mi contattò per collaborare
con il Festival. Da un paio di edizioni la Rassegna è dedicata alla
musica contemporanea americana e quest'anno tra i vari compositori
(Morton Feldman, Elliott Carter, Steve Reich, John Cage, Charles Ives,
Conlon "another great italian" Nancarrow e molti altri) era contemplato
anche Frank Zappa. Due erano i brani da fare e Scodanibbio aveva già
deciso di mettere in cartellone "The Black Page", poi insieme, sulla
base di ascolti vari e alcune mie proposte, abbiamo scelto "RDNZL". Una
delle cose belle di questo Festival è che c'è un gruppo di musicisti
che per quattro giorni si dedicano interamente all'interpretazione
delle varie composizioni, avvicendandosi tra brani in solo, duetti,
sino all'ensemble di medie proporzioni. Quindi per i due pezzi in
questione abbiamo deciso l'organico sulla base dei musicisti
disponibili. L'ensemble era formato da flauto/ottavino, trombone,
pianoforte, vibrafono/marimba, violino e violoncello (in
RDNZL
partecipavo anch'io alla chitarra). Per i due pezzi in questione non
esiste una partitura originale con questo organico, quindi era
inevitabile scrivere un arrangiamento.
Questo è il lavoro che ho fatto io: adattare, sulla base delle mie
conoscenze e del mio gusto, le due composizioni di Zappa per l'organico
a disposizione.
Black Page
è "The Black Page #2" e se era facile stabilire cosa
facesse il vibrafono (che si occupa solo delle parti tematiche), non
era così altrettanto scontato cosa dovessero fare gli archi e, per
certi versi, il pianoforte. Si doveva costruire un "accompagnamento"
intorno a quella che è principalmente una linea melodica (Black Page
potrebbe funzionare benissimo anche suonata monodicamente, non a caso
è nata come solo di batteria). Zappa però la suonava con ensemble
avvezzi all'estemporaneità, grossolanamente possiamo dire così: un
gruppo di musicisti in grado di suonare liberamente su armonie più o
meno complesse, cambiando stile a piacere e stabilendo oralmente
determinate convenzioni e caratteristiche. In questo caso specifico
tutto andava scritto, niente poteva essere lasciato al caso (diverso il
caso di RDNZL).
Così gli archi sono diventati una specie di base
ritmica e il pianoforte il collante ritmico-armonico per le evoluzioni
tematiche di vibrafono, flauto e trombone. La cosa difficile era far
suonare questo pezzo con la scioltezza con cui suona nelle esecuzioni
zappiane e con il poco tempo a disposizione per le prove è stato
miracoloso essere riusciti a farla filare tutta sino in fondo.
RDNZL invece si basa sull'arrangiamento che
già avevo realizzato con
l'Orchestra Spaziale. Anche qui bisognava sopperire all'assenza della
base ritmica (e se hai quella che funziona bene il più è fatto),
allora ho lavorato molto sul pianoforte come elemento unificante e ritmicamente trainante. Sulle parti solistiche (gli unici
improvvisatori eravamo io e Mike Svoboda - trombonista dell'Ensemble
Modern anche in Yellow Shark) poi era fondamentale ci fosse l'energia
che consentisse al solista di muoversi liberamente. Per questo è stato
importante lavorare con il pianista su quanto poteva essere fatto anche
allontanandosi dalla parte scritta. Per chi non è abituato al mondo zappiano
è forse importante capire quanto sia necessario andare al di là delle note scritte, riuscire
cioè ad infondere una carica
particolare a ciò che si suona ed entrare in uno spirito che va oltre
l'essere un eccellente esecutore di parti articolate e complesse. Da
parte mia credo che uno dei contributi maggiori sia stato quello di
portare i musicisti, che prima di allora non conoscevo, nella giusta
direzione, o in quella che io ritenevo essere tale. è stato positivo
lavorare con gente che era interessata a quanto si stava facendo e che
collaborava con grande passione. Può sembrare un'ovvietà ma chi ha
avuto a che fare con il mondo della musica classica può comprendere che
spesso non è così e alle volte ci si trova a fronteggiare
menefreghismo, ignoranza e disinteresse.
Più in generale questa esperienza mi porta ad una serie di riflessioni
che ora vi sottopongo..
Quando è stato trasmesso il concerto per radio non è stato
specificato che si trattava di arrangiamenti. Ma non mi voglio
lamentare di questo in quanto arrangiatore non citato, ma voglio solo
sottolineare che chi ascoltava poteva immaginare che quelle fossero le
partiture originali di Zappa e quindi farsi un'idea non proprio esatta
di ciò che udiva.
Sembrerà una considerazione oziosa ma nel circuito "classico" se ad
esempio si suona Mozart, nella migliore delle ipotesi si ascolta ciò
che Mozart ha scritto, e la stessa cosa vale anche per un compositore
come John Cage, pure nei suoi pezzi più aleatori e fortemente
condizionati dalla discrezionalità dell'interprete.
Nell'ambito della musica colta è raro che ci si trovi di fronte a
brani in cui sia preso in considerazione il concetto di arrangiamento,
in genere il compositore è anche l'arrangiatore, nel senso che chi
scrive un tal pezzo lo fa per un organico preciso ed eventualmente farà poi delle variazioni o in seguito
elaborerà delle revisioni
(come ha fatto Strawinsky con diverse sue opere). Se si ascolta un
quartetto d'archi di Haydn si ascolta quello che ha scritto Haydn, poi
cambia l'interpretazione a seconda di chi sono i musicisti, ma
difficilmente ci si troverà di fronte all'arrangiamento di tale
quartetto. Questo accade solo con progetti specifici come ad esempio
quelli di Uri Caine su Mahler, Bach, Verdi o Beethoven, dove Uri Caine
usa il materiale di partenza per un suo percorso, che stravolge
sensibilmente l'originale.
Zappa, dal canto suo, ha scritto tonnellate di musica, ma di partiture
vere e proprie delle sue composizioni (soprattutto quelle più note)
non ne siamo sommersi. Se voglio eseguire un pezzo qualunque di
Schubert o di Berio, sto sicuro che trovo tutto ciò che mi serve. Per
quanto riguarda Zappa, posso consultare il sito di vendita delle
partiture della Barfko e vedere cosa mi viene offerto. Trovo questo
annuncio:
Selected Works and Arrangements for Orchestra and Chamber Orchestra by
Frank Zappa are now available for rental. Send an e-mail with your
request to munchkinmusic@zappa.com
Works include:
Be Bop Tango
Bob in Dacron and Sad Jane
Bogus Pomp
Dog Breath Variations
Get Whitey
G-Spot Tornado
Mo 'N' Herb's Vacation
Outrage at Valdez
Peaches en Regalia
Pedròs Dowry
The Perfect Stranger
Sinister Footwear
Strictly Genteel
200 Motels - The Suites
Considerando i problemi che possono insorgere con gli eredi di Zappa in
merito all'esecuzione pubblica della musica di Frank Zappa, cosa
significa ciò, che lo Zappa eseguibile pubblicamente è questo e con
queste partiture? Questa è la musica di Zappa che è consentito
suonare, affittando le partiture direttamente alla fonte? Tra l'altro può anche essere che una parte di queste partiture siano in verità
gli arrangiamenti di Ali Askin per Yellow Shark. Comunque sia,
trattandosi di brani orchestrali o cameristici è evidente che questa
offerta è rivolta ad un ristretto mondo di esecutori. (Quindi se
vogliamo suonare "Holiday in Berlin", "The Idiot Bastard Son" o "RDNZL"
cosa si fa?). è così lampante che Zappa risponde solo in parte alla
figura generica del compositore che la storia ci ha voluto tramandare,
che cercare di porre la sua figura alla stregua di coloro che sono
consegnati alla storia della "grande musica" o della musica del
novecento è drammaticamente corretto ma al tempo stesso riduttivo
(contemporaneamente anche puerile e nobile, in definitiva abbastanza
inutile se non per una migliore divulgazione delle sue opere). è
un'illazione, ma è come se chi detiene i diritti sulla sua musica
vivesse un pò una sorta di complesso di inferiorità verso un mondo
che tutto sommato a Zappa interessava sì, ma solo in parte (a meno che
la stragrande maggioranza del suo operato non sia una sorta di
automistificazione o mercificazione cui il compositore sia stato
costretto).
Zappa è un compositore, ma non nel senso classico del termine (in
questo lontano anche dal suo idolo di gioventù), eppure appartiene
anche a quel mondo perchè la sua musica offre una tale ricchezza che
confinarla in un ambito come quello rock è semplicemente un'ottusità.
Al tempo stesso zappa è un musicista rock, ma non nel senso tipico del
termine, eppure appartiene anche a quel mondo perchè la sua musica
offre una tale ricchezza che confinarla in un ambito come quello della
musica contemporanea è semplicemente un'ottusità.
Zappa stesso ha insegnato a tutti noi a desacralizzare l'oggetto
musicale, a trascendere alcune categorie, e quindi a vedere anche la
sua musica in una prospettiva "aperta", non sacra. Egli ci ha sempre
proposto, e posto di fronte ad alternative dei suoi stessi brani,
pensate a "Village of the sun" su
ROXY & ELSEWHERE e su
YCDTOSA Vol.2, qual'è la
versione "vera"?
Domanda sbagliata.
Il punto fondamentale è che per
molti di noi è stato Zappa più di ogni altro a indicare la possibilità (filosofica e pratica) di scardinare qualcosa di
apparentemente dato e sacro (senza nulla togliere a Marcel Duchamp).
Sarà anche vero che gli arrangiamenti del 1988 siano definitivi, ma se
Zappa fosse ancora vivo, definitivi sino a quando?
Qualcuno, tra i gli eredi, prima o poi si dovrà rassegnare all'idea
che le opere di Zappa, proprio per come ha egli stesso ci ha comunicato
il suo rapporto con la sua musica, possono essere suonate alla lettera
(ricalcando i dischi), riarrangiate, stravolte e anche rovinate senza
nulla togliere (e aggiungere) alla sua grandezza, importanza e
bellezza.
Senza dover ricorrere ancora all'esempio degli interessanti risultati
ottenuti da Uri Caine in merito a riletture di classici, basta dire che
quando negli anni '70 si sfornavano a pieno ritmo riletture pop,
discomusic o rock di opere dei compositori classico-romantici, mica
succedeva nulla di grave o di irreparabile, non veniva certo a
squalificarsi l'opera originaria. La quinta di Beethoven restava quella
che era anche se esisteva la versione di "Saturday Night Fever", stessa
cosa per il Bolero di Ravel rielaborato dai Colosseum, da James Last o
da Zappa stesso (anche la versione di James Last è una delle più
belle mai realizzate). Guarda caso proprio il Bolero può offrire degli
spunti interessanti. Agli aventi diritto la versione di Zappa
infastidiva (e così è stata tolta dai cd successivi alla prima
uscita) così come oggi agli aventi diritto di casa Zappa infastidisce
che altri suonino la musica di Zappa senza autorizzazione.
Probabilmente anche Bach non avrebbe particolarmente amato sentire la
sua toccata e fuga in re minore nella versione disco-pop di Andrè Carr
(alias Vince Tempera) e magari avrebbe protestato, forse fatto causa,
chissà... anche Strawinsky si era alterato con Leopold Stokowski per
il taglia e cuci operato sulla "Sagra" per "Fantasia" di Walt Disney,
ma poi evidentemente devono aver trovato un accordo soddisfacente. La
questione è un pò quella del riconoscimento di un autore (con i
relativi risvolti economici) e della sua autorevolezza con la
conseguente paura o ansia di subire un qualche danno (vedi anche i casi
di U2/Negativland, Michael Jackson/John Oswald e chissà quanti
altri). Insomma è chiaro che la musica deve essere libera di essere
suonata, ma teniamo presente che ci può essere sempre un avente
diritto dietro l'angolo pronto a non essere d'accordo. Figuriamoci se
dovessimo introdurre l'argomento copyleft.
Ciao a tutti.
Giorgio! |